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Alla fine il segreto viene fuori

Alla fine il segreto viene fuori,
come deve succedere ogni volta,
è matura la deliziosa storia
da raccontare all’amico del cuore;
davanti al tè fumante e nella piazza
la lingua ottiene quello che voleva;
le acque chete corrono profonde,
mio caro, non c’è fumo senza fuoco.

Dietro il morto in fondo al serbatoio,
dietro il fantasma sul prato del golf,
dietro la dama che ama il ballo e dietro
il signore che beve come un matto,
sotto l’aspetto affaticato,
l’attacco  di emicrania e il sospiro
c’è sempre un’altra storia,
c’è più di quello che si mostra
all’occhio.

Per la voce argentina che d’un tratto
canta lassù dal muro del convento,
per l’odore che viene dai sambuchi,
per le stampe di caccia nell’ingresso,
per le gare di croquet in estate,
la tosse, il bacio, la stretta di mano,
c’è sempre un segreto malizioso,
un motivo privato in tutto questo.

da La verità, vi prego, sull’amore, W.H. Auden, Adelphi, trad.di Gilberto Forti

Don Chisciotte

Egli:

1. è povero;

2. non è un cavaliere, ma semplicemente Alonso Quixano;

3. ha avuto una specie di inclinazione per una buona ragazza di campagna, anche se pare che lei non ne abbia mai sentito parlare ;

4. non ha nulla  da fare fuorché andare a caccia e leggere romanzi sulla cavalleria errante;

5. è leggermente pazzo, per esempio vende la sua terra per comprare quei libri.

da Gl’irati flutti, W.H.Auden, Arsenale Editrice, a cura di Gilberto Sacerdoti

Gli schiavi esausti di mansioni basse
che vivono nel flusso sempiterno
di cose banali, fusi e ridotti
ad una sola identità per causa
di differenze che non hanno legge,
né significato, né scopo alcuno.

da Il preludio, VII, 700-4, William Wordsworth citato da W.H.Auden ne Gl’irati flutti, Arsenale Editrice, a cura di Gilberto Sacerdoti

calypso

Più svelto, macchinista, e fammi in fretta
la Springfield Line sotto il sole
splendente.

Via come un razzo, non fermarti mai
finché non freni in Grand Central,
New York.

Perché ad aspettarmi c’è laggiù.
in mezzo a quel salone, colui che fra tutti
amo di più.

Se non è lì quando arrivo in città,
starò sul marciapiede e piangerò.

Perché è lui che voglio rimirare,
l’acme di perfezione e di bontà.

Lui mi serra la mano e dice “ti amo”,
ed è per me un fenomeno sublime.

I boschi sono tutti verdi e lustri ai lati
del binario;
anche gli alberi hanno i loro amori,
pur diversi dal mio.

Ma il povero banchiere vecchio e obeso,
in carrozza di lusso,
non ha nessuno che lo ami eccetto
il suo avana.

Se io fossi il Capo della Chiesa o dello Stato,
m’incipirerei il naso e ordinerei a tutti
di aspettare.

Perché l’amore conta ed è potente
ben più di un prete o di un politicante.

da La verità, vi prego, sull’amore, W.H.Auden, Adelphi, trad.di Gilberto Forti