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appunti per Trentasei e dieci vedute n.8

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Rembrandt presta il suo volto all’espressione di ogni sentimento, ogni atteggiamento, ogni ruolo. Come aveva già notato Hoogstraten, l’artista tende a rappresentare se stesso nei panni di un altro, come se fosse un attore: è di volta in volta principe e mendicante, vittima e carnefice, incarnazione della gioia e della disperazione. L’onnipresenza dei suoi lineamenti manifesta la dissoluzione dell’io nell’umanità universale più che una fissazione sul proprio io: chiunque, non è più nessuno.

da L’arte o la vita! Il caso Rembrandt, Tzvetan Todorov, Donzelli Editore, trad. di Cinzia Poli