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vi piaccia o no

Ergo hominum genus incassum frustraque laborat
semper et <in> curis consumit inanibus aevum,
nimirum quia non cognovit quae sit habendi
finis et omnino quoad crescat vera voluptas.

vv, 1430-1433, De rerum natura, Lucrezio

carlo bisi 3

Così il genere umano si ostina senza significato
nella sua catastrofe, trasforma la vita in un dramma
inutile, e non sa, certamente non sa, fino a che punto
può spingersi, qual è il confine stesso della gioia.

versione di Milo De Angelis, Sotto la scure silenziosa. Frammenti dal “De rerum natura”, SE Studio Editoriale

 

 

leggere Lucrezio

corpi mobili vitrali

Durante la lettura del De rerum natura mi è accaduto più volte di pensare che il punto di vista angolare dell’uomo quale la cultura etnica e la suscettibilità egoistica lo hanno fatto sia stato abolito e al suo posto ne subentri un altro, ancora umano, ma senza limiti e condizioni, primario. Insomma si potrebbe dire che mentre celebra la maturità del pensiero Lucrezio ripristina l’immagine “selvaggia” dell’universo rimovendone tutte le incrostazioni che la tradizioni culturale e religiosa vi ha sovrammesso: una carica doppiamente liberatoria dunque, di ordine intellettuale ed esistenziale.

(…)

Non si può dire che ci dia del destino un’immagine esaltante. Ma esaltante è il processo che sgombra la mente dai suoi timori; l’atto della mente che abbatte le barriere delle inerti credenze, voglio dire, e le permette di ricevere la rivelazione piena e inesorabile del mondo. Non meno esaltante la dura conseguenza dell’atto: la ragione dell’uomo è posta, sola e impavida, ad assistere al dramma perenne dell’universo di cui essa stessa incidentalmente fa parte.

da Vicissitudine e forma, Mario Luzi, Rizzoli

Puoi partecipare allo spettacolo

bruno_munari_proiezioni_dirette

Puoi partecipare allo spettacolo, se i tuoi occhi
sono pronti. Guarda i raggi del sole, quando rischiarano
l’oscurità delle stanze. Vedrai un esercito
di piccoli esseri vorticare nel fascio di luce, ingaggiare
una lotta infinita: nascono battaglie, si formano
truppe e squadroni, si succedono senza tregua
incontri e squarci. Vedrai l’eterno agitarsi dei corpi
nel vuoto.

II, 116-122, De Rerum natura, Lucrezio nella traduzione di Milo De Angelis “Sotto la scure silenziosa. Frammenti dal De Rerum natura”, SE Studio Editoriale

Appunti per Mi chiamo M.M. n. -1