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Una chiamata

“Aspetta” mi disse, “corro fuori a chiamarlo.
Il tempo è bellissimo, ne ha approfittato
per estirpare un po’ di erbacce.”
Così lo vidi
in ginocchio accanto alla fila dei porri,
toccare, ispezionare, separare uno
dall’altro ogni gambo, strappare gentilmente
ogni stelo non rastremato, fragile, senza foglie,
compiaciuto di sentire ogni radice rompersi,
ma dispiaciuto nello stesso tempo…

Ora ascoltavo il grave
ticchettio moltiplicato degli orologi dell’atrio
col telefono incustodito nella quiete
di specchi e pendoli colpiti dal sole…

E mi trovai a pensare: se fossimo al giorno d’oggi,
così la morte convocherebbe Ognuno.

Poi parlò e quasi gli dissi che gli volevo bene.

da The spirit level, Seamus Heaney, Mondadori, trad. di Roberto Mussapi

La passeggiata

Incantata la strada, il giorno, e lui e lei
e tutti i posti dove mi portavano. Quando uscivamo
i ciottoli erano l’alveo, l’aria della domenica
un tetto alto fluente che si muoveva in silenzio
sui rododendri in fiore, le digitali
e la cicuta, l’edera di terra, la siepe
con la sua edera frastagliata e le ombre dense,
fino a che l’alveo stesso appariva,
ghiaioso, poco profondo, con le pozze estive,
creando un orlo di mondo invalicabile.
Amore mi portò fin là per mano,
senza il minimo dubbio o ironia, occhi asciutti
bene informato, cocciuto,
poi là rimase, in piedi, senza mollare la stretta.

*

Ecco qui un altro campo lungo. In bianco e nero,
un negativo stavolta, in un buio abbagliante,
sbavatura e pallore dove scorgiamo me e te,
gli io che tanto combattemmo per uscirne,
due ombre che si sono mangiate il fuoco,
due fiamme alla luce capaci di bruciare e ardere,
ma ormai più simili a un filo di aria snervata
già vacillanti, lievi moti d’etere…
Eppure ancora capaci di colpo di riaccendersi,
basta incontrare erba bruciata e rametti
e nell’aria ancora l’odore di un vecchio fuoco,
erotico fumo di legna, stregoneria, intrigo,
che non ci fa più saggi ma solo più pronti
a ributtarci sull’aratro e alimentare la fiamma.

da The spirit level, Seamus Heaney, Mondadori, trad.di Roberto Mussapi