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georges perec e la macchina del tempo

La data: 20 ottobre 1974 (domenica)
L’ora: 11.30
Il luogo: Café de la Mairie
Il tempo: Piove, strade bagnate. Schiarite passeggere. Per un bel po’ di tempo, nessun autobus, nessuna automobile.
Uscita dalla messa
La pioggia riprende a cadere
Giornata Nazionale delle Persone Anziane: molte persone portano sul bavero dei loro cappotti o dei loro impermeabili piccoli distintivi di carta: è la prova che hanno già fatto un’offerta
Passa un 63
Passa una signora che porta una scatola di dolci
(immagine classica all’uscita delle messe della domenica qui effettivamente verificata)
Qualche bambino
Qualche carrello per la spesa
Una due-cavalli con il parabrezza ornato con un caduceo condotta da un vecchio signore si sistema a lato del marciapiede; il vecchio signore viene a cercare nel caffè una vecchia signora che beveva un caffè leggendo “Le Monde”
Passa una signora elegante che tiene, con gli steli in alto, un grande mazzo di fiori.
Passa un 63
Passa una ragazzina che porta due grandi sacchetti della spesa
Un uccello viene a posarsi in cima a un lampione
è mezzogiorno
Temporale
Passa un 63
Passa un 96
Passa una due-cavalli verde mela
La pioggia diventa violenta. Una signora si fa un cappello con un sacchetto di plastica con la scritta “Nicolas”
Degli ombrelli si infilano in chiesa.

da Tentativo di esaurimento di un luogo parigino TELP.1, Georges Perec, Voland, a cura di Alberto Lecaldano,

Poiché nel post http://milaaudaci.oltreilibri.it/?p=145 ho giocato con una macchina del tempo, generata dalla minuziosa indicizzazione delle immagini (foto/video), àncoro il mio braccio a quello di Georges Perec che nell’elencazione oggettiva (o iper-indicizzazione) di una giornata fa del suo TELP.1 anche una macchina del tempo: per la signora con il sacchetto in testa, per coloro che nel ’74 subivano a ogni incrocio la vista di una due-cavalli verde mela, per tutti quelli che hanno preso un 63…

Alberto Lecaldano nella postfazione scrive:

(…)Il 18 ottobre 1974 nella piazza oltre a Getzler (intorno a mezzogiorno) si aggira Luigi Grazioli a quei tempi studente all’ècole Normale Supérieure e occasionalmente fotografo. In una foto inedita di Perec (pubblicato su “Riga”n.4, giugno 1993, dedicato a Georges Perec), racconta che dopo tanti anni riprende in mano e guarda le foto scattate quel giorno alle due e mezza (proprio mentre la campana della chiesa suonava a morto) e lì seduto a un tavolino tra gli altri avventori scopre che ce n’è “uno che scrive: un uomo con la capigliatura e la barbetta molto folte…Sembrerebbe proprio Perec”.

TELP.1 più che un’indagine etnologica è la vittoria sul tempo, sulla morte!
Quanto mi piace, questo nipote di Proust!

il cliente ha sempre ragione

Baudelaire fotografato da Nadar

(…) Come colui che vidi una volta nella nostra hall, all’ora in cui le prove di stampa vengono date in esame alla clientela, sensibilmente puntuale a questo appuntamento quotidiano. Fra tanti piccoli gruppi assorti sulle loro rispettive prove, passavo dall’uno all’altro, esprimendo il mio parere. Finché raggiunsi quel tipo:
Signore, vuole che l’aiuti a essere severo? Per cominciare, come trova la sua immagine?”
“Niente male, signore. Sono soddisfatto”.
“Permette che dia uno sguardo?”.
Osservo le due prove – sollevo gli occhi sul modello…
Quella che aveva in mano, e di cui era “soddisfatto”…era la foto di un altro.

da Quando ero fotografo, Félix Nadar, Abscondita, trad.di Stefano Santuari