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memoria e abitudine

Memoria e abitudine fanno parte dello stesso meccanismo della sensazione.
E persino (nella veglia) – le sensazioni si decifrano soltanto grazie alla memoria coordinata – o percezione chiara.
La memoria ridiscende continuamente. Essa risponde alla domanda: che cosa sta per accadere? – e – che cosa fare? Essa mi istruisce nella direzione dal passato verso il futuro.
L’abitudine è la stessa cosa ma nell’atto e negli stimoli automatici. (1905. Senza titolo, III, 498)

da Quaderni Vol.III – Memoria, Paul Valéry, Adelphi, trad.di Ruggero Guarini

Tentazione. Mania dell’atto, del possibile

Non so se sia stata osservata la tendenza generale degli uomini a far funzionare ogni meccanismo che si trovi alla loro portata – ; ad azionare tutto ciò che si offre per essere azionato, a obbedire a ciò che serve loro – e li stimola a far finta di servirsene –
aprire una porta perché è chiusa, e senza nessun altro proposito,
girare una chiave, un rubinetto, maneggiare un’arma, tagliare dei legnetti con un coltello, accendere dei fiammiferi per spegnerli, non potere non fare e disfare, addizionare cifre scritte davanti a loro, tracciare figure inutili –
osservare certe leggi d’azione – del tutto arbitrarie, rendersi il cammino più difficile e sensibile proibendosi di posare i piedi sulle giunture.
– Questa mania arriva fino al punto di suggerire l’idea di piantare un coltello nella gola di un uomo addormentato, col collo teso nell’abbandono. Quel collo si offre e suggerisce l’assassinio.
I bambini turbolenti sembrano voler riempire la stanza con tutti i passi possibili. La stessa mania non risparmia l’organismo, essa fa usare la voce, gridare, fischiare. L’onanismo.

da Quaderni, vol. III – Psicologia, Paul Valéry, Adelphi, trad.di Ruggero Guarini