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In generale le classi di quegli affetti che potrebbero essere definiti più passivi o delicati, come i sentimenti teneri o sentimentali, sono in gran parte assenti dall’esperienza cosciente del paranoide, il che sembra accadere tanto in quei paranoidi furtivi e costretti, quanto in quelli arroganti e megalomani. La tenerezza e il sentimento, in altre parole, sono ugualmente incompatibili sia in un ambito mentale generale rigidamente teso e sorvegliato, sia in uno arrogante e militante. Dove si manifestano dei sentimenti teneri e sentimentali, essi sono di solito ritenuti deboli o effeminati, e sono considerati con vergogna se sono interni, con sdegno se si manifestano in qualcun altro. Non solo il campo degli affetti, ma anche il campo degli interessi si contrae e si restringe in queste persone. La giocosità scompare e gli interessi scherzosi di solito sono assenti. Le persone paranoidi di solito non si interessano di arte o di estetica. è probabile che ai loro occhi tali interessi siano fiacchi, deboli, effeminati. Infine c’è un’ultima parte dell’esperienza soggettiva che si restringe, e che possiamo aggiungere a questo elenco, anche se la indicherò soltanto come un’impressione che sarebbe difficile confermare. Ho l’impressione che sotto un totale regime  paranoide di rigida mobilitazione ci sia anche una costrizione dell’esperienza fisica, sessuale; ad esempio, la sessualità tende a diventare meccanica e il piacere sessuale diminuisce.

 Considerato il generale restringimento dei loro interessi, è interessante notare che i paranoidi hanno spesso un grande interesse per le cose meccaniche, per gli strumenti, le apparecchiature elettriche e simili. Il che vale a prescindere dalla frequenza con cui tali elementi compaiono nel contesto del delirio paranoide. In realtà il loro sentimento comporta più che un semplice interesse. Le persone paranoidi spesso sembrano avere un rispetto speciale, e forse esorbitante, per cose e schemi meccanici, come calcolatrici, schemi di automazione e simili. In realtà il loro rispetto per cose e metodi meccanici e elettronici contrasta nettamente con il disprezzo che nutrono per buona parte di quel che è umano, e specialmente per quei casi che considerano di un’umanità rammollita, fiacca, difettosa, come i deboli e i malati, le persone sentimentali o le donne. Nel complesso, dal loro rispetto per l’una cosa e disprezzo per l’altra si ha facilmente l’impressione che preferirebbero un mondo completamente meccanizzato, in cui fossero eliminati gli aspetti sdolcinati e le indulgenze sentimentali insite nell’umana natura. Tali atteggiamenti chiariscono vieppiù che la mobilitazione del paranoide, con la sua rigida, meccanica direzionalità di comportamento, non è una misura aliena, presa per emergenza e con rammarico, ma, al contrario, è un modo costante di funzionamento intessuto di atteggiamenti che lo sostengono; e se molti caratteri paranoidi ne avessero il potere, senza dubbio tale modo sarebbe ancora perfezionato.

da Lo stile paranoide, in Stili nevrotici, David Shapiro, Casa Editrice Astrolabio, 1969