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Dalla costa ligure a La Secca di Moneglia, ai Bagni Arcobaleno, alla piscinetta

Di un certo segmento, io prelevo il terzo centrale, e vado iterando l’operazione in tutti i segmenti residui. Alla fine di un conto interminabile, resta un insieme fortemente lacunoso. Posso, a mio piacimento, dedicarmi a prelievi del genere, su un cibo, su un selciato, su un volume dello spazio ordinario. Ne tolgo, qua o là, un cubo parziale di lato dato, poi ricomincio l’operazione per ognuno dei cubi che restano nel cubo globale, di volume pari al buco praticato. Mandelbrot la chiama una spugna di Sierpinski (1). Non è più un fantasma prescientifico, è un buon oggetto chiaro e preciso, anche se il caso mette a soqquadro l’iterazione regolare di simili operazioni di forature. Io credo addirittura di aver bisogno di questa spugna per comprendere io mondo. L’idea di omeomeria, in vuoto, è il caso di dire.

pp.128 e 129 di Passaggio a Nord-Ovest, Hermes V, Michel Serres, Pratiche Editrice, a cura di Mario Porro

Ogni conoscenza è adela

Il punto della distinzione, il punto estremo del bordo al di là del quale l’oggetto svanisce, è dimostrabilmente inaccessibile. Esso esiste solo in talune matematiche della tradizione. Il più liscio dei solidi presenta delle granulosità, non potrete mai levigare esattamente una lente d’occhiale con quel movimento aleatorio della mano che tenta di recuperare la distribuzione stocastica delle asperità. Nel più piccolo locale (1), inoltre, il suo limite vibra, con una fluttuazione particolare. Il bordo è immerso nel rumore, nel suo proprio rumore, e la distinzione sarebbe un compito infinito. Il teorema di Brillouin rende il cartesianesimo improbabile e miracoloso: esso sta tutto intero nel miracolo greco, quello della geometria. Gli oggetti hanno bordi fluttuanti, compresi i solidi, tutti immersi nelle loro frange, come in multiple aureole spezzate. Ogni cosa del mondo è nube, nel suo genere, è turbine e luccichìo. Un organismo, ad esempio, è un insieme aperto ed è, più di un’arte, un sapere quello di disegnarlo con limiti indistinti e fluenti. Così l’evidenza non è cosa di quaggiù, così essa richiede una detrazione infinita. Quale concetto volete che essa riempia?
Ogni conoscenza è adela (2).

da Passaggio a Nord-Ovest. (Hermes V), Michel Serres, Pratiche Editrice, a cura di Mario Porro

(1): locale in contrapposizione a globale (termini più esatti di interno rispetto a esterno, che cadrebbero nella trappola dello spazio): per saperne di più e meglio dei due termini, e degli spazi localmente euclidei che non lo sono globalmente, leggere alle pp. 90 e 91 del libro di Serres.
(2):  dal termine greco adelos, non-manifesto, non-evidente.

ho sognato un nuovo maestro

Da ieri notte Michele Mari è diventato insegnante di ruolo in una scuola elementare romana. Ho orecchiato mentre il nuovo maestro iniziava i bambini alle meraviglie della geometria leggendo loro Flatlandia di Edwin Abbott: quando sono andata – con la nomina di Rappresentante di Classe e di Consiglio Interclasse per l’anno scolastico 2010/2011 in mano- a complimentarmi con il maestro Mari per la brillante scelta e per chiedergli conto della programmazione educativa e didattica dei discenti, ha annunciato che dopo le festività natalizie i fanciulli godranno di 5 incontri con Michel Serres. Mi sono offerta come merenda.