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Solus

O nulla, o vita mia, o vano spazio:
anche nel sole c’è una bianca assenza,
posata sui gradini e sulle statue.
O nulla, o vita che s’inventa al caso:
c’è sempre, nella festa e nel sereno,
lo gnomo dell’inganno. E le macerie
salgono in gesti inesistenti al cielo,
additano nel vuoto i lunghi sogni
della mia infanzia : e i corpi dei soldati
obliqui tra i sentieri…

Ma non so inventare
più il mio futuro: la mia sorte è uguale
agli uomini in silenzio dietro i morti.

da Poesie, Marcello Landi, Editrice Nuova Fortezza

a L.

capodanno

nella neve

Fuori dal tuo delirio c’è la gente
vacua del cinema, l’asfalto in cielo
eluso in questo vento, la sconfitta
dei senz’amore lungo i fossi opachi.
E l’uomo che là canta per trovare
un suo destino, uguale è a chi s’inganna
sopra una bocca, a chiederle il pretesto
di non morire con un solo cuore
stornato dalla pioggia sui relitti.
Notte, t’incombe la continua morte
d’ogni mio atto, d’ogni mia speranza,
come il tempo che passa sotto il ventre
è una sedotta immagine in delirio.

da Le Poesie, Marcello Landi, Editrice Nuova Fortezza

avvento

 

 

Ascolta, ascolta: la poesia
non ha, dell’uomo, soltanto la musica. Anche la morte
la poesia ha. E il cuore, gli estri. Quali epopee
in questi riti! Volevo
chiedere dove va il mondo. Perché siam qui,
cosa facciamo.
Siamo andati, stamani, tra i cipressi,
ammaccati di nubi, del Verano. I corpi stan lì,
le teste dei morti ci guardavano,
si voltavano le teste dei morti.

Forse,
avrebbero voluto tornare nell’aria
e vedere come finisce la storia
dell’uomo che sarà vivo per ultimo
eppoi, insieme, dove andremo in taboga.

da Le poesie, di Marcello Landi, Editrice Nuova Fortezza, 1982, introvabile e inspiegabilmente (senza immaginare un sortilegio) trovato dal librajo Dario Sutter