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Non passarci sopra ovvero Qualche metro in più, solo qualche metro in più e potrai passarci sopra davvero

 

Letta un paio di giorni fa la notizia su La Repubblica che, dal 20 ottobre al 4 novembre, alla Stazione Tiburtina ci sarebbe stata una mostra allestita sul pavimento della Galleria di vetro con l’intento di attirare l’attenzione di viaggiatori e passanti su 100 storie di disagi, tra cui il dramma dei migranti, ho deciso di visitarla proprio il giorno dell’inaugurazione. Purtroppo non ve n’è stata alcuna e la mostra in sé, organizzata da Censis, BNL e Roma Tiburtina con la collaborazione di numerose associazioni, sarebbe stata ipocrita e ridicola se non fosse stato per il coraggioso allestimento curato da Giulio De Rita, figlio del presidente del Censis: a un primo sguardo stupisce la sproporzione delle dimensioni tra la segnaletica orizzontale che indica i 4 percorsi e le foto drammatiche, a svantaggio di queste ultime, ma prestando più attenzione, e qui si dimostra la raffinatezza del curatore della mostra e la meritocrazia della scelta, si noteranno dei rettangoli neri sui quali compare la scritta “Qualche metro ancora, solo qualche metro ancora, e potrai passarci sopra DAVVERO”. Seguendo gli adesivi che proseguono oltre ai 4 percorsi si arriverà a passeggiare, se non sopra, sicuramente accanto a un centinaio di migranti che non hanno trovato riparo e cibo presso i centri istituzionali e che sono accolti e accuditi da cittadinanza e attivisti del Baobab.

Speriamo che qualcuno al Campidoglio si spinga fino alla Stazione Tiburtina per una visita!”

L’esistenza piena e l’immagine dell’essere amato

L’esistenza semplice e forte, che la servilità funzionale non ha ancora distrutto, è possibile solo nella misura in cui ha cessato di subordinarsi a qualche progetto particolare come agire, dipingere o misurare: essa dipende dall’immagine del destino, dal mito seducente e pericoloso con il quale si sente silenziosamente solidale.
Un essere umano è dissociato quando si consacra a un lavoro utile, in sé privo di senso: egli non può trovare la pienezza dell’esistenza totale che sedotto.
(…)
l’esistenza piena si lega a qualsiasi immagine che susciti speranza e terrore.
L’ESSERE AMATO in questo mondo disciolto è divenuto la sola potenza che abbia conservato la virtù di riportare al calore della vita. Se questo mondo non fosse percorso incessantemente dai movimenti convulsivi degli esseri che si cercano l’un l’altro, se non fosse trasfigurato dal viso “la cui assenza è dolorosa”, avrebbe l’apparenza di una derisione offerta a quelli che fa nascere: l’esistenza umana vi sarebbe presente allo stato di ricordo o di film dei paesi “selvaggi”. E’ necessario escludere la finzione con un sentimento irritato. Ciò che un essere possiede al fondo di se stesso perduto, di tragico, la “meraviglia accecante” non può più essere incontrata che su un letto. (…)

da Il labirinto, Georges Bataille, SE Studio Editoriale, trad. di Sergio Finzi

“che cos’è l’amor?” parte 2

Esco.
Esco alto tre metri forse quattro con la testa così alta che strano non intralci i raggi del cinema alto con un altissimo cazzo perché l’amore fa diventare smisurati eh sì signori chi non l’ha provato può anche dire ma và che esagerato non è vero ma chi mai almeno una volta nel mondo l’ha avuto dritto come il mio griderà sì, è vero! l’amore rende così alti che non si passa più dalle porte l’amore fa crescere fino al soffitto e oltre  fino alle cime delle case fino alla figa di Elvira.

da Delirio, Barbara Alberti, Mondadori

Una ghirlanda accolla la tua camicetta

lover donnini

Una ghirlanda accolla la tua camicetta
hai quel volto per quei
due grandi pesti
occhi verdi
donna nella strada
sfatta, piacente nelle vesti abbandonate –
ma hai quel volto
bello dalla luce
dei suoi occhi
di eletta della perdizione

La tua compagna si diverte
a far dondolare
gli oggetti delle mostre
per la stretta via.

da Diario umano, Giovanni Amelotti, Emiliano degli Orfini (1934 e 2014)

Soglia, esitazione, totipotenza, poesia

walking di luca donnini

Il nostro carattere è l’effetto di una scelta che si rinnova incessantemente. Lungo l’intero nostro cammino ci sono punti di biforcazione (per lo meno apparenti), e noi percepiamo molte possibili direzioni, sebbene se ne possa seguire una sola. Ritornare sui propri passi, seguire sino in fondo le direzioni intraviste, ecco in cosa sembrerebbe consistere l’immaginazione poetica.

da Il riso. Saggio sul significato del comico, Henri Bergson, SE Studio Editoriale, a cura di Federica Sossi

foto della meravigliosa Ula Rosi nel film Walking di Luca Donnini

sul piacere di farsi sé

no gender luca donnini

Pensavo a Mariposa, a Redaelli, e a quanto sia tortuosa la natura dell’uomo. O piuttosto la Natura al maiuscolo. Per come intreccia fittamente norma e eccezione. Mi chiedo se non abbia ragione Placido con la sua teoria dei frattali estensibile a tutti i fenomeni dell’esistenza, se è vero che perfino le aritmie del mio cuore, con le loro impennate e decelerazioni, sono meno schiave d’un capriccio che d’una legge, accidenti a loro…Lo stesso vale per l’equivoca Mariposa? è un disordine dentro un ordine? un ordine dentro un disordine? “Io non mi travesto, io mi vesto” mi disse una volta, e voleva significare che si abbigliava da donna non per farsi altro da sé ma per il piacere di farsi sé, di esibire di sé l’immagine nuda attraverso il sofisma di un’impostura.

da Tommaso e il fotografo cieco, Gesualdo Bufalino, Bompiani

diritto all’irrazionalismo superiore

carne.01

Perché il romanziere dovrebbe sentirsi obbligato a spiegare il comportamento dei suoi personaggi e a darne ragione, mentre la vita, per parte sua, non spiega mai nulla e lascia nelle sue creature tante zone oscure, indiscernibili, indeterminate, che sfidano ogni chiarimento?

Gilles Deleuze in Bartleby o la formula della creazione, Gilles Deleuze e Giorgio Agamben, Quodlibet

proprietà emergenti

In fotografia la successione delle riscoperte è più rapida che in qualsiasi altra arte. Illustrando quella legge del gusto, di cui T.S. Eliot diede una formulazione definitiva, secondo la quale ogni nuova opera importante modifica necessariamente la nostra percezione dell’eredità del passato, le nuove fotografie cambiano la maniera in cui noi guardiamo le vecchie.

da Sulla fotografia, Susan Sontag, Einaudi, trad.di Ettore Capriolo

Donnini Nadar

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donnini elbow

AddieCard05282vLewisHine

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donnini al lago

egon schiele

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Donnini

diane arbus

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donnini concessione

Hugo Erfurth