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ecco la mirabile stupidità

Edmund, il bastardo di Gloucester:

“Ecco la mirabile stupidità del mondo: quando le nostre fortune decadono – spesso per gli eccessi del nostro stesso comportamento- rendiamo colpevoli dei nostri disastri il sole, la luna e le stelle, come se fossimo delinquenti per necessità, sciocchi per coercizione celeste, furfanti, ladri e traditori per il movimento delle sfere, ubriaconi, bugiardi e adulteri per obbedienza forzata all’influsso dei pianeti – e tutto il male che facciamo è dovuto all’imperativo divino. Magnifica trovata dell’uomo puttaniere, quella di mettere i suoi istinti da caprone a carico d’una stella (…).”

Atto I – Scena II, Re Lear, William Shakespeare, Feltrinelli, trad.di Agostino Lombardo

tramuntana


karl wilhelm diefenbach

Ci eri jentu te jernu,
na fridda tramuntana

ca te scela li mani
e te taja la facce
e te face stringire
le spaddhe tremulanti
a ritmu cotulante
te pete pizzacatu.

E ca tie si’ propriu comu stu jentu
ca prima te mmoddha l’occhi bruscianti
e poi li ssuca cu manu materna,
e cchiu’ me lliccu li musi siccati
e cchiui, tispiettusa, tie mme li rumpi
a mozzacate cu tenti te jacciu.
E propriu comu stu jentu te jernu
ca me sentu rrussacare li mili
quandu me teni ‘mbrazzatu e de fronte
stringendu lu musu an facce me fiati,
e propriu comu stu jentu te jernu
te tramuntana, signura e luntana,
ca ogne mmatina con calma se azza,
e alla sera appena cala lu sole,
vave acchia addhute cu sse corca ‘mprima,
quandu la notte ha stutatu le luci
e stendu la manu te costi mmie,
ttantandu lu lettu, tie nun ci sinti.
Addhunca stai, bonanotte cu aggi,
beddha signura te jentu te jernu

David Della Rossa

 

l’incantesimo delle nove erbe


karl wilhelm diefenbach

Non ti dimenticare, Mugwort, di ciò che rivelasti,
di ciò che preparasti a Regenmeld.
Sei forte contro il tre e contro il trenta,
forte contro il veleno e l’infezione,
forte contro il nemico che striscia sulla terra.

E tu, Piantaggine, madre delle erbe,
aperta a oriente e piena di potenza,
sopra di te cigolarono i carri passando,
sopra di te le regine cavalcarono,
sopra di te urlarono le spose,
sopra di te i tori arrotarono i denti.
Tutto ciò che facesti si oppone e resiste;
così tu possa opporti a veleno e infezione,
e al nemico che striscia sulla terra.

Quest’erba la chiamano Stime e cresce su una pietra,
resiste al veleno e combatte il dolore.
È chiamata erba-ruvida e lotta il veleno.
Quest’erba si oppose al serpente;
forte contro il veleno e l’infezione,
forte contro il veleno che striscia sulla terra.

E tu, erba Sprone di Gallo, conquista il veleno più forte,
sebbene tu sia la più debole;
e tu che sei il più forte annienta la più debole,
così che da entrambi egli sia liberato.

E tu ricorda, Erbafetida, quello che rivelasti,
quel che facesti ad Alaford:
l’uomo non sottomise la sua vita, sconfisse l’infezione,
dopo che l’Erbafetida gli fu preparata.

E questa è l’erba che chiamano Wèrgulu;
la foca la mandò in groppa all’oceano,
per medicare l’offesa di un altro veleno.

Nove erbe germogliano contro nove veleni.

Un serpente nascosto strisciò, e morse un uomo.
Allora Woden prese nove rametti di edera,
toccò il serpente, e il serpente si divise in nove parti.

Finocchio e timo, coppia di grande potenza,
il nostro Saggio Signore santissimo dei cieli
strappò queste erbe mentre moriva in croce;
e le dispose nei sette mondi per aiutare tutti,
poveri o ricchi che siano.

Lotta contro il dolore, resiste al veleno,
è forte contro il tre e contro il trenta,
contro la mano di un nemico e l’inganno improvviso,
e la stregoneria di vili creature.

Nove erbe che giovano
contro nove nemici malvagi,
contro nove veleni e malattie infettive,
contro il veleno rosso, contro il veleno rapido,
contro il veleno bianco, contro il veleno azzurro,
contro il veleno giallo, contro il veleno verde,
contro il veleno nero, contro il veleno blu,
contro il veleno marrone, contro il veleno cremisi;e
contro la vescica del serpente e la vescica d’acqua,
contro la vescica del cardo e la vescica del rovo,
contro la vescica del ghiaccio e la vescica del veleno;
contro qualsiasi veleno che venga volando da oriente,
contro qualsiasi veleno che venga volando da nord o da occidente
a minacciare gli uomini.

Cristo si oppose ad ogni malattia.
Soltanto io conosco le acque che scorrono,
e i nove serpenti ne hanno paura.
Possano tutti i pascoli
germogliare di erbe,
e tutti i mari e le acque salate scompaiano
quando allontano da te questo veleno.

Mugwort, piantaggine aperta verso oriente, crescione, erba sprone di gallo, erbafetida, ortica, mela selavtica, timo e finocchio, sapone vecchio; riduci le erbe in polvere, mischiale al sapone e al succo di mela. Impasta acqua e cenere; prendi il finocchio e fallo bollire in quell’impasto e bagna l’impasto con del tuorlo d’uovo, prima o dopo che si metta l’unguento non importa. Pronuncia l’incantesimo per ciascuna delle erbe: tre volte prima d’averle unite, e la stessa cosa dev’esser fatta per la mela; poi canta lo stesso incantesimo nella bocca dell’ammalato, e poi negli orecchi e poi sulla ferita prima che sia messo l’unguento.

da La Fenice e Altri poemi anglosassoni, a cura di Roberto Sanesi, SE Studio Editoriale