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appunti per Trentasei e dieci vedute n.25

the woman and the god fritz henle 1938

(…)

non più una questione di Mimesis, ma di divenire: Achab non imita la balena, diventa Moby Dick, transita nella zona di prossimità in cui non può più distinguersi da Moby Dick, e colpendola, colpisce se stesso.

(…)

Qual è il gesto di Achab, quando scaglia le sue espressioni di fuoco e di follia? Egli rompe un patto; trasgredisce la legge dei balenieri che vuole che si dia la caccia ad ogni balena sana che si incontri, senza scegliere. Lui, invece, sceglie, perseguendo la sua identificazione con Moby Dick, gettato nel suo divenire indiscernibile, mettendo il suo equipaggio in pericolo di morte. Ed è questa mostruosa preferenza che il luogotenente Starbuck gli rimprovera amaramente, considerando addirittura la possibilità di uccidere il capitano traditore. Scegliere è il peccato prometeico per eccellenza. Era il caso della Pentesilea di Kleist, Achab-donna che aveva scelto il suo nemico, come suo doppio indiscernibile, in Achille, sfidando la legge delle Amazzoni che proibiva di preferire un nemico. La sacerdotessa e le Amazzoni vedono in ciò un tradimento che la follia sanziona attraverso una identificazione cannibalica.

Gilles Deleuze in Bartleby o la formula della creazione, Gilles Deleuze e Giorgio Agamben, Quodlibet, trad.di Stefano Verdicchio

far off-shore

Look, the raft, a signal flying,
Thin-a shread;
None upon the lashed spars lying,
Quick or dead.
Cries the sea-fowl, hovering over,
“Crew, the crew?”
And the billow, reckless, rover,
Sweeps anew!

Herman Melville

 

Lontano in alto mare

Guarda, la zattera, un segnale svolazzante,
esile, uno straccio.
Nessuno giace sulle tavole legate,
sveglio o morto.
Urla l’uccello marino planandoci sopra:
“E la ciurma, la ciurma?”
E le onde rabbiose e indifferenti
la spazzano di nuovo.

“Pezzi di mare. Poesie” di Herman Melville, Acquaviva, trad.di Giuseppe D’Ambrosio Angelillo

ismaele e quiqueg

Ismaele

Chiamatemi Ismaele. Qualche anno fa – non importa sapere con precisione quanti – avendo in tasca poco o punto denaro e, a terra, nulla che mi interessasse in modo particolare pensai di andarmene un po’ per mare, a vedere la parte del mondo ricoperta dalle acque. E’ uno dei miei sistemi per scacciare la tristezza e regolare la circolazione del sangue. Ogniqualvolta mi accorgo che la ruga attorno alla mia bocca si fa più profonda; ogniqualvolta c’è un umido tedioso novembre nella mia anima; ogniqualvolta mi sorprendo fermo,senza volerlo, davanti a depositi di bare o in cammino dietro tutti i funerali che incontro; e, specialmente, ogniqualvolta l’insofferenza mi possiede a tal punto che devo far appello a un saldo principio morale per trattenermi dal discendere in strada e buttar giù metodicamente il cappello di testa ai passanti, giudico allora che sia venuto il momento di prendere il mare al più presto possibile. Questo è il mio modo di sostitutire pistola e pallottola. Con un fiorito filosofare Catone si gettò sulla spada; io, con calma, mi imbarco. In ciò non vi è nulla di sorprendente. Quasi tutti gli uomini, anche se non lo sanno, una volta o l’altra, ciascuno secondo la propria natura, provano sentimenti pressochè simili ai miei nei confronti dell’oceano

da Moby Dick, di Herman Melville, Adelphi, trad.di Cesare Pavese

Ismaele vede Quiqueg

Quiqueg