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Se io fossi stata al posto tuo e senza Dio

Dormire non sarebbe male. Ah, se solo svenissi! Ma non sono così fortunata. Un collasso, sì, ma un collasso incompleto, consapevole e nel pieno delle mie facoltà mentre mi strazio…Se solo potessi smettere di osservarmi!

Sempre con gli occhi aperti…Essere esausta e non poter dormire!

Non voglio pensare…Inoltrerò un reclamo (…)

***

Ho registrato questo giorno come un obiettivo. Riproduco ogni suono come un disco di grammofono senza un graffio. Sono impressionabile come una pellicola, sensibile alla luce e all’ombra, ai colori più sgarganti (…)

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Guardo attraverso lo spioncino cieco. E’ completamente nero, la sua perfezione è spietata. Non mi riuscirà di dar vita a ciò che è morto, di far sorgere per incantesimo un mondo dal nulla. Le mie energie si affievoliscono. Non sarò in grado di volare. Rimarrò al suolo, coi piedi per terra.

Saprò ignorare le sbarre? Far crollare le mura? Sfondare le porte pur avendo davanti a me sempre e solo una porta chiusa? Da dove trarrò le forze?

Lo sconforto mi travolge. Dalla fronte mi gocciola il sudore. Schiaccio il viso sullo stipite di ferro. Buon senso, non mi abbandonare! Ho paura. Temo di cadere in preda a una furia selvaggia.

Un occhio lì fuori deve avermi vista. Un nero occhio di traditore mi osserva. Sei falso! Gli do le spalle e comincio un giro monotono. Sei passi avanti, sei indietro, e poi via di nuovo.
Mi metto a leggere le norme di condotta, il regolamento

(…)

Scoppio in lacrime. Piango, piango senza smettere.
Perché mi lasciano sola? Basta che non mi dimentichino. Non mi è rimasto neppure un documento, non ho carta di identità, chi sono? E se si confondono e scambiano i miei atti con quelli di un’altra? E se mi tengono qui per tutta la vita? Perché non mi danno qualcosa da fare? Mi sarà concesso di lavorare? Sarebbe una distrazione. Dirò “So fare qualunque cosa. Mi intendo un po’ di tutto, non c’è lavoro che non sia in grado di svolgere”.  Leggo le scritte sulle pareti:

“Solo chi conosce la nostalgia sa quel che soffro”.

da Prigione, Emmy Hennings, L’Orma Editore, trad. di Marco Federici Solari