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al centro delle visioni

georgia o'keeffe fotografata da eliot porter

Al centro delle visioni
donde irraggiano i paesi ammirabili
risali al punto vivo
ch’è dentro te nel cuore,
ove il tuo guizzo primo s’innestò
e il filo gettato s’avvolse
a quel minimo uncino
che fu la tua presa alla vita.

Poi fece matassa di vene
e ruota di sangue; mai stanco
l’arcolaio girò girò,
filò il continuo stame,
in varie trame tessuto
e nodi faticosi o attenuato
fino al punto di rompersi.
Io posso rifare la strada,
salire al punto vivo
ch’è dentro me nel cuore.
Al centro delle visioni…

da Linea della vita, Giorgio Vigolo, Mondadori

dove voglio andare a parare

georgia o'keeffe hands against drawing with round forms 1919, alfred stieglitz

Zio Dee e il signor Reuter avevano fatto fortuna senza l’aiuto di nessuno, ma non se ne facevano un vanto. Avevano solo voluto prendersi una rivincita sul destino, su quella guerra che aveva spezzato le loro vite. Ogni cosa sembrava divertirli, erano come due vispi ragazzi privi di cinismo. Spuntavano nelle nostre spente esistenze come per un gioco di prestigio, lasciandoci intravedere un mondo cosmopolita e raffinato, in cui l’arte è un piacere al quale vale la pena consacrarsi e l’esistenza una danza di cui bisogna saper ridere e godere. Questi sopravvissuti, ai quali la vita non aveva risparmiato nulla, erano senza paura. Al loro fianco, due volte l’anno, mi sentivo indistruttibile.

da La petite, Michèle Halberstadt, L’Orma Editore, trad. di Elena Cappellini