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altro sulla filopsichia

Anche se (…) l’inclinazione dell’umano fu una perpetua e irrequieta brama di potere dopo potere, onore dopo onore, ricchezza dopo ricchezza, che cessava solo con la morte, il cane e il gatto non rinnegarono mai la loro scelta. Sapevano che gli uomini non trovano la felicità in una condizione di pace mentale, il sommo bene di cui parlano gli antichi filosofi, ma al contrario in un continuo scorrere del desiderio da un oggetto all’altro. La conquista del primo non fa che aprire la via al successivo, cosicché, accecati dal loro tornaconto, sono destinati a desiderare senza tregua a costo di distruggere gli altri e alla fine se stessi. L’anima degli animali è più felicemente disposta al formarsi della virtù. A differenza che per l’uomo, per le bestie il bene comune non è diverso da quello dei singoli. Spinte per natura a cercare il bene privato, procurano il bene di tutti.

p.63 de L’assemblea degli animali, Filelfo, Einaudi

Fonti:
Thomas Hobbes, Leviathan, I, II:

“So that in the first place, I put for a general inclination of all mankind, a perpetual and restless desire of power after power, that ceaseth only in death”

(…)

“The felicity of this life, consisteth non in the response of a mind satisfied. For there is no such…Summum Bonum (greatest Good) as is spoken of in the Books of the Old Moral Philosophers… Felicity is the continuall progresse of the desire, from one object to another; the attaining of the former, being still but the way to the later”