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una piccola crepa

 

Una vecchia carrucola per botti
e catene arruginite, il peso
per misurare questa città, anguilla
nel vino viva per poco eppure
mai morta, tutto rimonta
in lente spire. L’unico calco è stato
una piccola crepa sotto il fasciame
della botte. Sotto quel secco resta
un umido antico in odor di vino
segno del dolore che ha affogato
il vero dolore senza anima senza aroma.
Alla “Bella Trieste” in via D’Azeglio
fra una minestra d’orzo e un fritto di sardoni
penso alla chiesetta qui dietro in via Vasari
ai suoi lastroni, se sono rimasti
alle candele accese da generazioni
di morti. Così la carrucola dorme
appesa, aspetta di sprofondare finalmente
leggera sulla botticella di vino spanciata sotto.

da Compleanno del millennio, Fabio Doplicher, Nino Aragno Editore

lumini in acqua

Lumini in acqua, anime allontanate,
occhi che cercano altri occhi nelle onde,
si ritrovano, vogliono essere un corpo solo,
mescolano fra loro tutto, capelli, ginocchia, spalle,
ma gli manca sempre un pezzetto,
a donne e marinai, a questi volti spanati
le onde gorgogliano: non torneremo indietro,
voi siete tutti mare, i denti che mordono
pane speziato, le dita strette sul setaccio,
le facezie e le preghiere, deve restar sotto
quel che fa mangiare i pesci, cuoio
marcio, nonne e nipoti, la luna nuova.

Le creature si stringono in quel lucido
che le piccole sacche di onde fanno nel cappello
chiaro e dicono piano versi non strutturati,
come bambini piccoli, che specchiano per noi
il mondo che luccica per un solo istante

da Viagiar a casa mia, Fabio Doplicher, Caramanica Editore