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Visione e preghiera

gatto

Doppio   il   capo   della  preghiera  e   ardo
I n   u n a   benedizione    d i    s o l e
Improvviso.  In  nome  dei  dannati
Vorrei tornare indietro e correre
Verso il paese nascosto
ma   il   sole   sonoro
Irradia il battesimo
Dal cielo
Io
Sono scoperto
Oh lasciate che egli
Mi bruci e mi sommerga
Nella   sua   cosmica   ferita.
Il suo lampo risponde al mio grido.
La  mia  voce  brucia  nella sua mano.
Ora  sono  perduto  in  colui  che  acceca.
Il   sole   rugge   alla   fine   della    preghiera.

da Poesie, Dylan Thomas, Einaudi, trad.di Ariodante Marianni

libro regalatomi da Federico Fantinel: tanti auguri (Elio ti dice ‘Piggy’)

nel mio mestiere o nell’arte ostinata

walker evans subway lovers

Nel mio mestiere o nell’arte ostinata
Che nella silenziosa notte si esercita
Quando solo la luna effonde rabbia
E giacciono gli amanti coricati
Portando ogni dolore nelle braccia,
Ad una luce che canta fatico
Non certo per ambizione o pane
Né per superbo incedere o commercio
D’incanti su palcoscenici d’avorio
Del loro più segreto cuore.

Non è per l’orgoglioso appartato
Dall’infuriata luna che io scrivo
Su queste pagine schiumose
Né per i torreggianti morti
Con i loro usignoli e i loro salmi
Ma per gli amanti, con le loro braccia
Recingendo i dolori delle età,
Che non porgono lodi o compensi
E non si curano del mio mestiere od arte.

da Poesie, Dylan Thomas, Guanda, trad.di Roberto Sanesi
Quando solo la luna effonde rabbia

chiedere scusa per bene!

Caro Vernon,
se, nello spazio di qualche settimana, vedrai una forma canina con la coda strappata e gli occhi bassi venire, strisciante e lamentosa, la coda fra le gambe, su per i ciottoli della Heatherslade, quella sarò io; guarda con occhio attento il suo curvo deretano che chiede d’esser colpito, la sua zampa tremante che con la penna scarabocchia nella polvere “pigliami a calci”. Essa merita la tua ira. (…)

da Lettere a Vernon Watkins, Dylan Thomas, Il Saggiatore, 1968, trad a cura di Ariodante Marianni