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Baobab4jobs unique experience

https://www.facebook.com/baobab4jobs :

A partire dal prossimo autunno partirà un nuovo progetto, nato dall’idea e dal lavoro di Mike, un ospite del presidio umanitario di Piazzale Maslax, finalizzato all’incontro e al reciproco insegnamento di conoscenze tecniche.

Abbiamo iniziato a definire una road map delle competenze degli ospiti attualmente presenti al presidio, con l’idea di organizzarle e valorizzarle, come negli obiettivi principali delle attività svolte da Baobab 4 jobs.

Tra queste persone, abbiamo identificato possibili docenti per corsi di formazione gratuiti, che avranno inizio a settembre a Piazzale Maslax e saranno a beneficio di tutti coloro che dormono in tenda al presidio o vivono temporaneamente nei centri di accoglienza del Lazio, in attesa di avviare la procedura di richiesta d’asilo o in attesa della risposta della commissione territoriale.

Affinché il tempo trascorso in questo limbo non sia perso, a tutti sarà offerta la possibilità di frequentare i corsi di formazione tecnico-pratica “Baobab unique experience on skills acquisition”.

I docenti, gli stessi ospiti che hanno dimostrato di voler condividere le proprie conoscenze, saranno retribuiti e strumenti e materiali di lavoro reperiti grazie alle donazioni che riceveremo da qui a settembre.

Idee e competenze sono già disponibili tra le persone che le istituzioni vorrebbero mostrare come un’indistinta macchia nera sull’asfalto: per questo, l’attivazione di questi corsi sarebbe anche un’azione politica antagonista alla brevimiranza di chi ci governa.

Aiutaci a realizzare questo progetto, con una donazione e nella causale indica Baobab4jobs!
IBAN: IT72Y0359901899050188533521 – BIC/SWIFT: CCRTIT2TXXX
Paypal: baobabexperience@gmail.com

Pensare Migrante 3

4/5/6 MAGGIO CITTÀ DEL’ALTRA ECONOMIA –

(LARGO DINO FRISULLO – TESTACCIO)
ENTRATA LIBERA A SOTTOSCRIZIONE
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04/05 VENERDÌ

Pomeriggio

>15:00-16:30

“Soccorso in mare, #OpenArms e diritto internazionale – Le politiche di esternalizzazione del diritto di asilo e il rapporto con i processi di delegittimazione delle ONG che operano i soccorsi nel mediterraneo”

– Salvatore Fachile (Associazione Studi Giuridici Immigrazione)

“Le frontiere all’epoca delle esternalizzazioni. Il caso di Lampedusa”

– Emanuele Petrella (#IndieWatch)

– Modera Angela Caponnetto (Rai News)

>16:45-18:15

Presentazione del Rapporto “Gravi violazioni dei diritti umani dei migranti in Libia” #MEDU – Medici per i Diritti Umani

– Modera Annalisa Camilli (Internazionale)

>18:30-20:00

Presentazione del Rapporto “Fuori Campo 2” Medici Senza Frontiere #MSF

– Moderano Eleonora Camilli e Giacomo Zandonini

Dalle 20:00

Musica dal vivo con:

#PiccolaOrchestradiTorPignattara

#SMILE

#Tuki

#Hi-Shine

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05/05 SABATO
Mattina

>12:30-14:00

-Processo ai media-

-Alessandro Gilioli (L’Espresso)

Presentazione della graphic novel “Il sogno a colori” di #MauroBiani

(Il Manifesto, L’Espresso)

Pomeriggio

>14:30-16:00

-Donne in Movimento- Donne migranti, doppia discriminazione – Infibulazione: tra pratica e dissenso. – Tratta e sfruttamento sessuale: il caso delle donne nigeriane.

Intervengono:

#AssociazioneDifferenzaDonna#DonnediBeninCity#LaminS.

(Attivista gambiano contro l’infibulazione)

– Modera Claudia Torrisi (#OpenMigration)

>16:00-17:30

#MigrantiLGBTI– Omosessualità e intersessualità: tra stigma, persecuzioni e ricerca di tutele in Italia e Europa.

Migrabo LGBTI, Coalizione Italiana Libertà e Diritti civili, Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli

– Modera Claudia Torrisi (Open Migration)

>18:00- 20:30 – Presentazione del libro “Hevalen. Perché sono andato a combattere l’Isis in Siria” di #DavideGrasso

– Modera Chiara Cruciati (Il Manifesto)

>20:30- 21:00 Presentazione e proiezione del documentario “New city map” di Giorgia Dal Bianco

Dalle 21:00

Musica dal vivo con:

#AgusCollective

#UnioneSuonatoriBase

#LucioLeoni

#DjSetPOLG + #BobCorsi

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06/05 DOMENICA
Mattina

>10:30 – 12:00

-Criminalizzare la Solidarietà-

Intervengono:

– Anabel Montes Mier (#ProactivaOpenArms)

– Francesco Martone (In difesa di)

– Gennaro Giudetti (#SeaWatch)

Modera:

– Andrea Palladino

Presentazione dell’iniziativa #WelcomingEurope – Per un’Europa che accoglie”

-Sara Prestianni (#Arci)

>12:15 – 14:00

Presentazione del libro “Materie Prime” sulla tratta dei baby calciatori di Stefano Sacchi – Intervengono: Hopeball, Atletico San Lorenzo, Liberi Nantes, Atletico Diritti

– Modera Valeria Biotti (Centro Suono Sport)

Pomeriggio

>Dalle 14:00 Pranzo Sociale a sostegno dei progetti di falegnameria e sartoria K_Alma e Kora, portati avanti dai richiedenti asilo del Villaggio Globale.

– Torneo di biliardino

CONCERTO DI CHIUSURA CON AFRICA RITMO

Aiuta Nosa a realizzare la sua Collezione Primavera-Estate 2018

Nosa è uno stilista e sarto nigeriano di 20 anni, conosciuto dalle volontarie del gruppo Baobab 4 jobs  un anno fa: presentatosi per redigere il CV, fin da subito ha manifestato l’ambizione di trasformare la passione per il disegno, il taglio e il cucito in una professione.

I fondi saranno utilizzati per l’acquisto delle stoffe necessarie a realizzare la Collezione Primavera-Estate 2018 e per Nosa è necessario raggiungere l’obiettivo entro il 5 aprile.

Sabato 28 aprile alle 18 la Collezione di Nosa sarà presentata alla Libreria Libri Necessari , nel corso di una sfilata e mostra-mercato personale, che vedrà gli abiti dello stilista indossati da volontarie e volontari dell’Ass.Baobab Experience, che l’hanno seguito in questo percorso di autodeterminazione.

Per ringraziarti, Nosa ha deciso di:

– offrire in omaggio una busta porta-libro realizzata con uno scampolo, per ogni donazione di 15 euro;

– di offrire uno sconto del 10% su ciascun capo acquistato, per ogni donazione di 25 euro ;

– di offrire uno sconto del 20% per ciascun capo acquistato, per ogni donazione di 50 euro.

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NOSA is a 20-year-old, Nigerian fashion designer and tailor whom the Baobab volunteer group Baobab 4 Jobs met a year ago, when he presented himself to have his CV drafted. He immediately expressed his ambition to transform his passion for designing, cutting and sewing into a profession.

The funds will be used for the purchase of the fabrics needed to make Nosa’s 2018 Spring-Summer Collection and the target must be reached by April 5th.

Saturday 28 April at 6 pm, Nosa’s collection will be presented at the Libri Necessari book store, during a fashion show and a personal trade show, in which the designer clothes will be worn by Baobab Experience volunteers, who have followed his path of self-determination.

To thank you, Nosa has decided to:

-offer a free book bag made of remnant cloth, for every donation of 15 euros;

-offer a discount of 10% on each purchased item, for each donation of 25 euros;

-offer a discount of 20% for each purchased item, for each donation of 50 euros.

Per contribuire con una donazione:

https://www.gofundme.com/nosa-collezione-2018

Dal sito di Baobab Experience:

#OpenArms #AvecBenoit

Vorrebbero vederci inermi, senza speranze, impauriti, succubi di una “sindrome di accerchiamento”, alimentata ogni giorno con nuovi attacchi, nuovi fantasiosi elementi contro chi cerca di salvare vite, come in mare così in terra.
Dopo i tentativi di estorsione della guardia costiera libica per i salvataggi, il carosello politico e giudiziario nostrano invece di prendersela con gli estorsori, da circa un anno tenta di screditare il lavoro prezioso delle organizzazioni non governative impegnate nei soccorsi in mare, gettandole, in un clima diffuso di sospetto, verso una china giustizialista che auspichiamo reversibile.

“Le navi delle ONG si spingono troppo vicino alle coste libiche e rappresentano un fattore di attrazione per i migranti” “Le ONG portano i migranti in Italia perché vogliono alimentare il business dell’accoglienza”. Sono solo alcune delle accuse più gettonate dalla nuova inquisizione che hanno portato all’apertura di un fascicolo negli uffici del procuratore distrettuale di Catania, Carmelo Zuccaro.
Non era bastata l’ accusa generica di Frontex, l’agenzia europea della guardia di frontiera e costiera, verso le ONG di essere un “fattore di attrazione” per i migranti in fuga dalla Libia, ci voleva un super giudice a marchiare il soccorso in mare e la solidarietà verso persone disperate in fuga, come “associazione a delinquere per il favoreggiamento dell’immigrazione clandestina”.
Sembra inverosimile ma è ciò che è accaduto all’equipaggio dell’Associazione Umanitaria iberica Open Arms, nel nostro cattolicissimo e misericordioso Paese, di rientro a Pozzallo dopo una disperata missione di salvataggio che ha strappato ai lager libici 218 persone: molte donne, bambini e malati con urgente bisogno di cure mediche. Associazione umanitaria che pur di poter continuare a svolgere la propria missione aveva sottoscritto anche il codice Minniti.
Cosa farà Zuccaro, indagherà anche sul Ministro degli Interni?
Il procuratore distrettuale, invece, dovrebbe studiare meglio le leggi che tenta di applicare, in modo lesivo e incoerente: nei soccorsi in mare, infatti, viene applicata la convenzione di Amburgo del 1979 secondo cui lo sbarco deve avvenire in un “porto sicuro” anche dal punto di vista dei diritti garantiti alle persone soccorse, non solo nel porto più vicino. Le organizzazioni impegnate in tali attività devono garantire ai naufraghi la possibilità di richiedere asilo e di ottenere un’accoglienza dignitosa, cosa che non sarebbe possibile nei paesi frontalieri come la Tunisia l’Algeria il Marocco ecc. Inoltre nello stesso Testo Unico sull’Immigrazione, all’articolo 12.2, dove si trova la dicitura “non costituiscono reato le attività di soccorso e assistenza umanitaria prestate in Italia nei confronti degli stranieri in condizioni di bisogno comunque presenti nel territorio dello Stato”, non ci sono riferimenti alle acque internazionali.

Citando questi articoli di legge ci chiediamo quale sia quindi la violazione che alimenta questo teorema giudiziario. Ma oltre la legge, che auspichiamo torni a servire la Giustizia, in questo scenario da incubo, vogliamo anche ricordare le migliaia di vite salvate e le operazioni che hanno permesso di vedere da vicino quanto accade in mare o in Libia, lontano da occhi indiscreti. Ed è forse proprio questa testimonianza diretta che rende “scomodo” il ruolo e la presenza delle ONG nelle acque del Mediterraneo. Queste incriminazioni, volendo usare le parole di Arjan Hehenkamp, ​​direttore generale di Medici senza frontiere, sembrano “un tentativo d’intimidire e screditare” il loro operato e di ridurre i finanziamenti a favore di questo tipo di attività. Attività di soccorso ma ciò che forse spaventa di più, di testimonianza.

“Vedere gli stranieri derelitti, coi bambini in spalla, e i poveri bagagli, arrancare verso i porti e le coste in cerca di trasporto (…) Vi piacerebbe allora trovare una nazione d’indole così barbara che, in un’esplosione di violenza e di odio, non vi conceda un posto sulla terra, affili i suoi detestabili coltelli contro le vostre gole, vi scacciasse come cani, quasi non foste figli e opera di Dio, o che gli elementi non siano tutti appropriati al vostro benessere, ma appartenessero solo a loro? Che ne pensereste di essere trattati così? Questo è ciò che provano gli stranieri. Questa è la vostra disumanità”.

Nel 2018 mai ci saremmo aspettati di dover citare Shakespeare, invece di un Giudice, a sostegno della nostra causa ma lo scoramento e il senso d’impotenza è così grande che cerchiamo ovunque un faro acceso verso un porto sicuro per questa umanità sotto attacco, quella che fugge da guerra e miseria e quella costretta a subire una Giustizia non più degna di questo nome. Anche al confine con la Francia infatti l’accanimento verso i solidali è surreale, anzi infernale. Come l’arresto della guida alpina Benoit Ducos, incriminato per favoreggiamento all’immigrazione clandestina per aver portato in ospedale una gestante in travaglio. La sua colpa? Averla trovata dispersa a 1850 mt sulle Alpi, straniera senza più terra senza più forze.
(http://www.adnkronos.com/fatti/esteri/2018/03/19/salva-migrante-incinta-guida-alpina-sotto-accusa_ih2aOBfsgMu1Ywy7WiHgVM.html)

In un clima politico esacerbato e incerto con Matteo Salvini che minaccia di “denunciare il governo italiano” per aver soccorso migliaia di persone al largo della Libia e Beppe Grillo che sul suo blog aziendale fantastica sul “ruolo oscuro delle ONG”, gli operatori umanitari ormai sono alla berlina e questo non può che preoccupare sul destino dei diritti umani in Italia e in Europa.

Vorrebbero vederci inermi, senza speranze, impauriti ma non ci fermeranno perché la nostra barca, per quanto sembri fragile, ha il vento in poppa e l’orizzonte aperto di chi crede possibile ogni impresa e accoglie l’altro, nonostante le difficoltà e gli ostacoli, a braccia aperte.

Noi

State a sentire. Gli ospedali pubblici delle grandi città dispongono di spazi in cui si rimane parcheggiati su sedie a rotelle o lettighe: sono lì per le urgenze; prima e dopo la risonanza magnetica o un’altra analisi; prima di essere operati, per l’anestesia, o dopo, per il risveglio… Si può aspettare lì da una a dieci ore. Scienziati, ricchi e potenti del mondo, non evitate questi luoghi in cui si viene a contatto con sofferenza, pietà, collera, angoscia, grida e lacrime, talvolta preghiere, esasperazione, suppliche di chi chiama invano o maledice chi non risponde, silenzio teso degli uni, sgomento degli altri, rassegnazione dei più, anche riconoscenza… Colui al quale non è mai capitato di mescolare la sua voce a questo concerto dissonante senza dubbio conosce la propria sofferenza, ma ignorerà sempre che cosa significa “noi soffriamo”, la comune lallazione emanata dall’anticamera della morte e delle cure, purgatorio intermedio in cui ciascuno teme e si augura una decisione del destino. Se vi ponete la domanda: che cos’è l’uomo?, attraverso questo vocio date, sentite, capite la risposta. Prima di averlo ascoltato, anche un filosofo non è che uno sciocco.
Ecco il rumore di fondo e la voce umana che sovrastano i nostri discorsi e parlottii.

da Elogio degli ospedali in Non è un mondo per vecchi. Perché i ragazzi rivoluzionano il sapere, Michel Serres, Bollati Boringhieri, trad. di Gaspare Polizzi

Foto di Renato Ferrantini

 

Inaugurazione ufficio di Baobab Experience

Oggi alle 18.30 si inaugura l’ufficio di Baobab Experience Onlus, in Via di Portonaccio, 23/b (Zona Stazione Tiburtina), finalmente aperto grazie al contributo dell’associazione inglese Help Refugees.

è richiesto un contributo di 10 euro, per cibo e bevanda, che permetterà ai volontari di raccogliere fondi per portare avanti le campagne.

Per dettagli:

https://baobabexperience.org/2017/12/01/abbiamo-messo-le-tende-ma-non-ci-fermiamo

https://www.facebook.com/events/543650022651301/

 

Terza media? No, Master!

L’accoglienza degna non consiste solo nel garantire il cibo e il riparo, ma anche nella reale valorizzazione delle capacità e delle competenze, effettive o potenziali, di ciascun individuo e a beneficio di tutti

Christopher, dopo aver trascorso la sua prima infanzia negli U.S.A, è tornato con la propria madre in Nigeria dove si è diplomato presso la E.C.W.A Staff Secondary School Jos, Plateau State Nigeria e quindi ha conseguito nel 2012 il diploma di laurea in Contabilità finanziaria presso la University of Maiduguri, Borno State Nigeria.

Dopo la laurea e prima di partire per l’Europa, dove ha ottenuto la protezione sussidiaria, ha lavorato in Nigeria per 3 anni come Istruttore informatico presso una ditta di Informatica, la A.B Tech Computer Institute e per altri 3 anni come Contabile/Supervisore finanziario/Revisore di bilancio presso la Proton Integrated Engineering Services Ltd, un’impresa di ingegneria edile.

Dal gennaio 2017 è volontario presso Baobab Experience, collaborando nelle ordinarie attività di distribuzione di cibo e vestiti, nella mediazione interculturale, ma anche recandosi con gli attivisti presso le scuole pubbliche del Lazio per raccontare la propria storia.

Come spesso accade nei centri di accoglienza, dove gli ospiti subiscono una svalutazione delle proprie esperienze e competenze, così anche a Christopher non era stato redatto un cv né all’assistente sociale era noto il suo percorso di studi: per questa ragione Christopher si è rivolto al Gruppo di Formazione e Orientamento al Lavoro di Baobab Experience, con un cv redatto da sé e il desiderio di vedere valorizzate e incrementate le proprie esperienze. Tramite Baobab Experience, Christopher si è candidato ed ha ottenuto una borsa di studio per rifugiati da ISTUD Business School – Università Cattolica di Milano per un Master universitario di primo livello in Risorse Umane e Organizzazione: la borsa di studio coprirebbe i costi del corso (12000 euro esente IVA per 6 mesi full time di formazione in aula e project work, 3/6 mesi di stage in azienda, 90% di placement su 655 studenti diplomati), ma non del vitto e dell’alloggio.

È necessario raccogliere 9600 euro per garantire per un anno vitto e alloggio.

La scelta di attivare una campagna di raccolta fondi per Christopher non è assistenzialistica o paternalistica, ma politica: Baobab Experience è qui per ribadire che l’accoglienza degna non consiste solo nel garantire il cibo e il riparo, ma anche nella reale valorizzazione delle capacità e delle competenze, effettive o potenziali, di ciascun individuo e a beneficio di tutti.