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Pietroburgo, 17 gennaio 1902

Se uno dei tre prossimi giorni non Vi troverete alla cattedrale (n.d.c. probabilmente la cattedrale della Madonna di Kazan’) fra le 8 e le 10 di sera, Vi minaccia per tutta la vita un’angoscia senza remissione. Gli ultimi echi non sono ancora cessati, l’ultimo pensiero dell’amore è ancora vivo nell’immortalità della memoria; venite alla cattedrale e non Vi turbate, nell’incontro con le tenebre dell’immortale armonia.

da La fidanzata di lillà. Lettere a Ljuba, Aleksandr Blok, Editori Riuniti, a cura di Eridano Bazzarelli

29 aprile 1913 (Pietroburgo)

vivian maier 2

Cara, non mi scrivi niente. Non so niente di te, se pensi di tornare, come e di che cosa vivi.
L’altro ieri è stato da me Stanislavski, è rimasto da me nove ore di file e abbiamo parlato senza interruzione. è straordinario, come sempre, naturalmente. Però, forse perché è molto invecchiato, forse perché in lui non c’è del mio e il mio non gli interessa, è risultato che non ha capito niente del mio dramma, non l’ha assolutamente recepito, non ha provato nessun sentimento. Si è anche scusato, aveva paura di danneggiarmi e così via, ha detto che non aveva capito e che bisognava considerare che gli avevo raccontato soltanto lo schema (dopo la lettura, gli ho raccontato tutto dall’inizio, spigandogli, come a un bambino; qualcosa ha capito, freddamente, ha improvvisato, ha recitato, da attore, è arrivato talvolta alla volgarità). Mi ha raccontato molte cose del suo studio, e oggi con la mamma vado a vedere un suo lavoro.
S. non mi ha “danneggiato”, il mio dramma mi piace, inoltre, parlandone con S., ancora una volta mi sono convinto che è giusto. Tuttavia è triste. Di nuovo devo tornare a scrivere tenendo tutto “nel cassetto” (…)

A.

da La fidanzata di lillà. Lettere a Ljuba, Aleksandr Blok, Editori Riuniti