Category Archives: stella polare

Il compagno

Dvanov usciì per dare un’occhiata ai cavalli. Fuori lo rallegrò la vista d’un passerotto, affaccendato sopra una sostanziosa fatta di cavallo. Erano forse sei mesi che Dvanov non vedeva passerotti e mai aveva pensato dove fossero rifugiati. Molte cose buone erano passate oltre la povera mente augusta di Dvanov, anche la stessa sua vita spesso le scorreva intorno come un ruscello scorre intorno ad un sasso. Il passerotto volò sulla siepe. I contadini nostalgici uscirono dal soviet. Allora il passerotto si staccò dalla siepe e volando cinguettò il suo grigio canto da poveri.

(…)

I passerotti si affaccendavano intorno alle isbe, come animali da cortile. Per quanto belle siano le rondini, in autunno se ne volano via verso paesi lussureggianti, mentre i passerotti rimangono a condividere il freddo e la miseria degli uomini. E’ il vero uccello proletario che becca i suoi amari granelli. Le delicate creature della terra possono perire per le diuturne squallide avversità, ma quelle vitali come il contadino e il passerotto rimarranno e riusciranno a sopravvivere fino ai giorni caldi.

da Il villaggio della nuova vita, Andrej Platonov, Mondadori, trad. di Maria Olsufieva

11 novembre 1765

(…) quel che ieri mi rendeva il mondo un inferno, oggi me lo trasforma in paradiso, e continuerà così finché non riuscirà più a renderlo né l’uno né l’altro. (…)

dalla lettera di Johann Wolfgang Goethe a Ernst Wolfgang Behrisch nella raccolta Mirabile libro è il mondo. Lettere di passione ed esperienza, L’orma Editore, a cura di Marco Federici Solari

Ogni incidente naturale contribuisce a riaprire un terreno chiuso

Punto VI°

Ogni incidente naturale contribuisce a riaprire un terreno chiuso. Può essere considerato come un riciclaggio del residuo su se stesso, che permette una nuova comparsa di specie pioniere.

In nota, l’esempio:

La caduta di un albero permette la comparsa in ambiente forestale di piante di ambiente luminoso. Le digitali e gli epilobi a spiga hanno animato le radure aperte dall’uragano Lothar a partire dalla primavera del 2002. L’esposizione Jardins des tempetes (Vassivière, 2002; Saint Denis de la Réunion, 2003) ha messo in mostra il potere di “giardinaggio” dei traumi naturali.

da Manifesto del Terzo paesaggio, Gilles Clément, Quodlibet, 2005

Punto del manifesto valido anche per traumi non dovuti a incidenti naturali: dedicato a George Floyd e al movimento #blacklivesmatter (e alla bocca di leone che s’è presa uno dei miei residui)

Ad Atena

Dal giorno ch’io sono stato gettato alla ventura,
il mio cuore è stato in trepidazione incessante,
diviso e incerto. Poi finalmente gli dei son venuti
a liberarmi dalla maledizione suprema, la morte!
e là nelle grasse contrade dei Feaci, tu sei venuta
a darmi coraggio con le tue parole, a guidarmi
alla città. Ora dunque eccomi qui in ginocchio!

Canto XIII dell’Odissea, Omero, trad. di Emilio Villa, Derive Approdi

 

Sulla scrittura (5)

2 giugno 1942

Non dimenticare mai che la guerra finirà e che tutta la parte storica sbiadirà. Cercare di mettere insieme il maggior numero di cose, di argomenti…che possano interessare la gente nel 1952 o nel 2052. Rileggere Tolstoj. Indispensabili le descrizioni, ma non storiche. Insistere su questo. Per esempio in Dolce i tedeschi nel villaggio. In Captivité la prima comunione di Jacqueline e la serata in casa di Arlette Corail.

dagli Appunti di Irène Némirovsky sullo stato della Francia e sul suo progetto Suite francese tratti dal suo diario, in Suite francese, Adelphi, trad. di Laura Frausin Guarino.

il poeta e il tempo

Il poeta serve il tempo – giacché lo serve! – in modo involontario, cioè fatale: non posso non. Che la mia colpa di fronte a Dio sia merito di fronte al secolo!

L’unione tra il poeta e il tempo è un matrimonio forzato. Un matrimonio di cui, come chiunque abbia subito una violenza, il poeta si vergogna e da cui cerca in ogni modo di liberarsi – i poeti tramontati fuggendo nel passato, i nascenti nel futuro – come se il tempo fosse meno tempo per il fatto che non è il mio! Tutta la poesia sovietica è una puntata sul futuro. Solo Majakovskij, questo martire della propria coscienza, questo ergastolano dell’oggi, ha amato l’oggi: cioè ha superato in se stesso il poeta.

Il matrimonio del poeta con il tempo è un matrimonio forzato e per questo destinato al fallimento. Nel migliore dei casi: bonne mine à mauvais jeu, nel peggiore – nel più frequente – nel più reale – un tradimento dopo l’altro, e sempre con lo stesso amante: quell’Unico che ha una moltitudine di nomi. “Sfamalo pure come vuoi, il lupo ha sempre gli occhi al bosco”. Noi tutti siamo i lupi dell’impenetrabile bosco dell’Eterno.

(…)

– Il tempo esiste per l’uomo, e non l’uomo per il tempo.

Boris Pasternak è là, io – qui; attraverso tutti gli spazi e i divieti, interiori ed esteriori (Boris Pasternak è con la Rivoluzione, io – con nessuno), Pasternak e io, senza esserci accordati, pensiamo a una stessa cosa e diciamo la stessa cosa.
È questo l’essere contemporanei (Meaudon, gennaio 1932)

da Il poeta e il tempo, Marina Cvetaeva, Adelphi, a cura di Serena Vitale

Nella foto, dal Fondo Faraci, il poeta tra il tempo passato e il presente (pronto al futuro)

Conferenza stampa 22 febbraio 2019 Piazza Spadolini a Roma

Dalla pagina fb di Baobab Experience:

Azione civile di tutela dei diritti delle persone trattenute sulla nave #Diciotti, il Ministro Salvini dichiara: «Permettetemi di rispondere con una grassa risata, non prendessero in giro gli italiani, la pacchia è finita, i barconi non arrivano più, al massimo gli mandiamo un Bacio Perugina».

Come dovremmo interpretare questa offerta di una nota marca di cioccolatini destinati agli amanti da parte del Ministro dell’Interno? Una goffa dichiarazione d’amore, un modo per pubblicizzare un altro prodotto o l’ennesima risposta impropria, propagandistica e di scherno a una questione sociale che si fa sempre più drammatica?
Non vogliamo cioccolatini ma il rispetto dei diritti, Ministro, quelli di tutti, i Diritti Umani: ogni precedente che ne avalli la violazione è un pericolo per tutti noi, nessuno escluso.
Per questo dove possiamo offriamo informazioni sulla tutela legale, perché l’inclusione e l’uscita dalla clandestinità, dalla marginalità si fa con l’accoglienza e con l’informazione sui doveri e sui diritti, non con la paura e la coercizione.

Venerdì 22 febbraio ore 13:00 a Roma – Piazzale Spadolini, CONFERENZA STAMPA
Migranti, Rete legale: presentazione dei risultati del 2018 e delle azioni di tutela dei migranti della Diciotti.

COMUNICATO