Category Archives: stella polare

L’uomo

Chi vive a sé e si mostra quanto resta,
è come dividesse il giorno in giorni.
E’ un piegarsi squisito a “ciò che resta”,
diviso da natura, senza invidie.

E’ come solo, in altro, vasto vivere,
con verdi primavere e lenti estati amiche,
finché cala veloce l’annata nell’autunno
e ci avvolgono sempre nubi e nubi.

il 28 luglio 1842

Con umiltà,

Scardanelli

 

Le Liriche, Friedrich Hölderlin, Adelphi, a cura di Enzo Mandruzzato

Poeta, non letterato

Che cosa significa che un poeta si fermi più del lecito a sfruttare il paese? Significa che finga a sé stesso di non sapere quel che già sa. Fonte della poesia è sempre un mistero, un’ispirazione, una commossa perplessità davanti a un irrazionale – terra incognita. Ma l’atto della poesia – se è lecito distinguere qui, separare la fiamma dalla materia divampante – è un’assoluta volontà di veder chiaro, di ridurre a ragione, di sapere. Il mito e il logo. Chi ha veduto una volta la propria ispirazione, chi ha ridotto a parole, a discorso, articolandola nel tempo e nello spazio, l’estatica meraviglia dell’essere, si rassegni e a proposito del mito in questione non finga a sé stesso, per rigustare il tormentoso piacere, una verginità che ha perduto. Se, beninteso, la sua occhiata, la sua riduzione dal mito a figura, è stata esauriente e sovrana (e quest’occhiata non è mai folgorante; occorrono giorni e anche anni di tormentosi tentativi e di ricerche); costui può contentarsi e attendere con equanimità che dal groviglio della coscienza, del ricordo e della macerazione gli nasca una nuova verginità, una nuova ispirazione, un nuovo mito. Per ora dovrà contentarsi. O fingendo di non sapere quel che già sa, cincischiare il pubblicato mistero e farsi letterato.

da Poesia è libertà, Saggi sul mito, Cesare Pavese, La Noce d’Oro, Tebaide, 2021

La disobbedienza civile

La disobbedienza civile insorge quando un numero significativo di cittadini si convince che i canali consueti del cambiamento non funzionano più, che non viene più dato ascolto né seguito alle loro rimostranze o che, al contrario, il governo sta cambiando ed è indirizzato o ormai avviato verso una condotta dubbia in termini di costituzionalità e legalità. Gli esempi sono numerosi: si pensi ai sette anni di guerra mai dichiarata al Vietnam, alla crescente influenza dei servizi segreti sugli affari pubblici, alle esplicite o sottilmente velate minacce alle libertà garantite dal Primo emendamento, ai tentativi di privare il Sentato dei suoi poteri costituzionali, a cui ha fatto seguito l’invasione della Cambogia decisa dal presidente nel pieno disprezzo della Costituzione che prevede che non si possa dichiarare guerra senza il consenso del Congresso; per non parlare dell’iniziativa ancora più vergognosa del vicepresidente di riferirsi agli attivisti della resistenza e del dissenso chiamandoli “avvoltoi (…) e parassiti che dobbiamo impegnarci a estromettere (…) dalla nostra società con non più dispiacere di quello che proveremmo nel buttar via le mele marce da un cesto”: un’affermazione che non lede solo le leggi degli Stati Uniti, ma di ogni altro ordinamento. In altre parole la disobbedienza civile può essere posta al servizio di un cambiamento auspicabile e necessario o di un altrettanto auspicabile mantenimento e ripristino dello status quo (…)

In nessun caso la disobbedienza civile può essere equiparata alla disobbedienza criminale

(p.29-30) Disobbedienza civile, Hannah Arendt, Chiarelettere, trad. di Valentina Abaterusso, intro di Laura Boella

we are working for a better future, including yours

vita e pensiero

Lo smarrimento dell’identità tra vita e pensiero ha portato a intendere il pensiero esclusivamente come – vano – tentativo di dirigere la prassi, e la prassi come mera esecuzione operativa di un progetto già dato. Il discorso sul rapporto tra “intellettuali e politica” riposa proprio su questo pregiudizio errato, e smentito ogni giorno, che per agire serva una teoria, e che per la teoria debba sempre essere inverata una prassi.

p. 221, Il dio sensibile. Saggi sul panteismo, Emanuele Dattilo, Neri Pozza,  2021

The best thing you’ll ever learn is just to love and be loved in return

I cannot hear it anymore.
I cannot hear it anymore.

Since the first of you and me here and there
We lose the direction everywhere
Shrieking city sun shiver in my veins
In flames I run
In flames I run
(No more) waiting for the sign to come

I cannot hear it anymore.
I cannot hear it anymore.

(ascoltando Nico)