Category Archives: querulopatia

#Diciamono al decreto Salvini

Approvato all’unanimità, dal Consiglio dei Ministri il 25 settembre 2018, il decreto che intende:

1) incrementare e consolidare il numero di irregolari senza alcuna speranza di integrazione:

– abrogando il riconoscimento del permesso umanitario;

– prolungando i tempi di trattenimento per gli irregolari da 90 a 180 giorni;

– ridimensionando il sistema di accoglienza (SPRAR), che Salvini avrebbe voluto smantellare;

– attraverso il passaggio delle spese per il ricorso in appello dopo il diniego, dallo Stato al richiedente asilo.

2) scoraggiare ogni forma di dissenso e solidarietà attraverso:

– il daspo urbano (entrato in vigore con Minniti), che sarà esteso anche a presidi sanitari e agli ospedali, impedendo quindi alle persone senza fissa dimora di trovare riparo nei pronto soccorsi (come accade nel periodo invernale);

– la penalizzazione di occupazione di stabili e terreni (multe di migliaia di euro e fino a 4 anni di reclusione).

 

giornalismo spazzatura

Oggi Il Messaggero tocca il fondo pubblicando il pezzo di Laura Bogliolo, che decide di raccontare l’esperienza del Baobab di Via Cupa (seguita e variamente sostenuta da oltre 16000 persone) dalla prospettiva di un meccanico e dell’Associazione Rinascita Tiburtina (seguita da 115 persone)…
Se il Baobab è riuscito, col sostegno di parte della cittadinanza, a soddisfare in un anno le esigenze alimentari e sanitarie di 35000 persone, la prospettiva dei volontari è per me più rilevante dell’opinione di un mazzetto di bottegai.

Le iene brevimiranti

La gente di Guado era stata attirata alla palude dallo schiamazzo delle iene, che erano incapaci di mantenere un segreto. Le loro risate isteriche, il cui tono variava dal suono cupo e sicuro di sé del capo allo stridulo falsetto degli animali più dipendenti del branco, si potevano udire da molto lontano. Ora si erano ritirate tra i pini e andavano strisciando intorno, tradendo la loro ansietà con occasionali guaiti.

da La danza della tigre. Un romanzo glaciale, Bjorn Kurten, Editori Riuniti, trad. di Paola Campioli

Appunto per chi scrive, che poi coincide con chi legge: CDD, a.k.a. Smilax, a.k.a. Stracciabraghe, pianta rampante costiera, fitogeograficamente collocabile tra le pioniere robuste e tenaci.

non per te

arion

Chi, pur potendo, non è venuto oggi a mirare le casse di libri, non avrà mai bisogno delle cure di Alfredo Salafia e, come avrebbe detto Leo Ferrè “siete buoni solo per le librerie Arion” (quelle che a un incremento di dimensioni del carattere scelto per la dicitura LIBRERIA nell’insegna, fanno corrispondere una diminuzione del numero di titoli in catalogo a vantaggio di Moleskine e calamite da frigo).

Carmila

29 aprile 1913 (Pietroburgo)

vivian maier 2

Cara, non mi scrivi niente. Non so niente di te, se pensi di tornare, come e di che cosa vivi.
L’altro ieri è stato da me Stanislavski, è rimasto da me nove ore di file e abbiamo parlato senza interruzione. è straordinario, come sempre, naturalmente. Però, forse perché è molto invecchiato, forse perché in lui non c’è del mio e il mio non gli interessa, è risultato che non ha capito niente del mio dramma, non l’ha assolutamente recepito, non ha provato nessun sentimento. Si è anche scusato, aveva paura di danneggiarmi e così via, ha detto che non aveva capito e che bisognava considerare che gli avevo raccontato soltanto lo schema (dopo la lettura, gli ho raccontato tutto dall’inizio, spigandogli, come a un bambino; qualcosa ha capito, freddamente, ha improvvisato, ha recitato, da attore, è arrivato talvolta alla volgarità). Mi ha raccontato molte cose del suo studio, e oggi con la mamma vado a vedere un suo lavoro.
S. non mi ha “danneggiato”, il mio dramma mi piace, inoltre, parlandone con S., ancora una volta mi sono convinto che è giusto. Tuttavia è triste. Di nuovo devo tornare a scrivere tenendo tutto “nel cassetto” (…)

A.

da La fidanzata di lillà. Lettere a Ljuba, Aleksandr Blok, Editori Riuniti

lettera di Pavese a Linder

Torino, 29 settembre 1947

Caro Linder,
mentre attendiamo i libri nuovi (Lowry, Honig, Bourdet), le rimando i due romanzacci: Steps going down e The story of Mr.Murphy. Sono di quei libri di larga umanità e non senza insegnamento, che mi schifano.
La Nagel mi ha dato il Sargeson. Henriques l’ho avuto.
Grazie e saluti.

Pavese

da Lettere 1945-1950, Cesare Pavese, Einaudi

Lettera dedicata all’amico Federico Fantinel