Category Archives: querulopatia

Alla cortese attenzione di impiegat* agli sportelli, pubblici ufficiali e datori di lavoro

“Quando le istituzioni falliscono, la società politica dipende dagli uomini e gli uomini sono canne al vento, inclini ad accettare l’iniquità se non a praticarla”.

Wilson Carey McWilliams, citato da Hannah Arendt (p. 62, Disobbedienza Civile, Chiarelettere, trad.di Valentina Abaterusso)

Donne e immigrati non vogliono essere amat*, ma trattat* con equità.

La disobbedienza civile

La disobbedienza civile insorge quando un numero significativo di cittadini si convince che i canali consueti del cambiamento non funzionano più, che non viene più dato ascolto né seguito alle loro rimostranze o che, al contrario, il governo sta cambiando ed è indirizzato o ormai avviato verso una condotta dubbia in termini di costituzionalità e legalità. Gli esempi sono numerosi: si pensi ai sette anni di guerra mai dichiarata al Vietnam, alla crescente influenza dei servizi segreti sugli affari pubblici, alle esplicite o sottilmente velate minacce alle libertà garantite dal Primo emendamento, ai tentativi di privare il Sentato dei suoi poteri costituzionali, a cui ha fatto seguito l’invasione della Cambogia decisa dal presidente nel pieno disprezzo della Costituzione che prevede che non si possa dichiarare guerra senza il consenso del Congresso; per non parlare dell’iniziativa ancora più vergognosa del vicepresidente di riferirsi agli attivisti della resistenza e del dissenso chiamandoli “avvoltoi (…) e parassiti che dobbiamo impegnarci a estromettere (…) dalla nostra società con non più dispiacere di quello che proveremmo nel buttar via le mele marce da un cesto”: un’affermazione che non lede solo le leggi degli Stati Uniti, ma di ogni altro ordinamento. In altre parole la disobbedienza civile può essere posta al servizio di un cambiamento auspicabile e necessario o di un altrettanto auspicabile mantenimento e ripristino dello status quo (…)

In nessun caso la disobbedienza civile può essere equiparata alla disobbedienza criminale

(p.29-30) Disobbedienza civile, Hannah Arendt, Chiarelettere, trad. di Valentina Abaterusso, intro di Laura Boella

we are working for a better future, including yours

Qual è stato l’impatto dei Navigator a oggi?

“Stando agli ultimi dati pubblicati dall’Anpal al 30 settembre 2021, su un totale di 1,1 milioni di beneficiari del reddito di cittadinanza tenuti alla sottoscrizione del patto per il lavoro, solo 420.689 sono stati presi in carico dai centri per l’impiego, cioè il 37,9%. Il rapporto dell’Anpal non dice quanti di questi abbiano poi effettivamente trovato un posto”

Il paradosso dei Navigator disoccupati, reportage di Gabriele D’Angelo, L’Essenziale, 4 dicembre 2021

Che il patto tra i centri per l’impiego,  le Regioni, l’Anpal e il Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, invece, non preveda un riscontro (feedback) riguardo l’impatto degli interventi (pagati dai contribuenti), è il segno dell’inadeguatezza di chi amministra e gestisce la res publica e le sue risorse.

#Diciamono al decreto Salvini

Approvato all’unanimità, dal Consiglio dei Ministri il 25 settembre 2018, il decreto che intende:

1) incrementare e consolidare il numero di irregolari senza alcuna speranza di integrazione:

– abrogando il riconoscimento del permesso umanitario;

– prolungando i tempi di trattenimento per gli irregolari da 90 a 180 giorni;

– ridimensionando il sistema di accoglienza (SPRAR), che Salvini avrebbe voluto smantellare;

– attraverso il passaggio delle spese per il ricorso in appello dopo il diniego, dallo Stato al richiedente asilo.

2) scoraggiare ogni forma di dissenso e solidarietà attraverso:

– il daspo urbano (entrato in vigore con Minniti), che sarà esteso anche a presidi sanitari e agli ospedali, impedendo quindi alle persone senza fissa dimora di trovare riparo nei pronto soccorsi (come accade nel periodo invernale);

– la penalizzazione di occupazione di stabili e terreni (multe di migliaia di euro e fino a 4 anni di reclusione).

 

giornalismo spazzatura

Oggi Il Messaggero tocca il fondo pubblicando il pezzo di Laura Bogliolo, che decide di raccontare l’esperienza del Baobab di Via Cupa (seguita e variamente sostenuta da oltre 16000 persone) dalla prospettiva di un meccanico e dell’Associazione Rinascita Tiburtina (seguita da 115 persone)…
Se il Baobab è riuscito, col sostegno di parte della cittadinanza, a soddisfare in un anno le esigenze alimentari e sanitarie di 35000 persone, la prospettiva dei volontari è per me più rilevante dell’opinione di un mazzetto di bottegai.

Le iene brevimiranti

La gente di Guado era stata attirata alla palude dallo schiamazzo delle iene, che erano incapaci di mantenere un segreto. Le loro risate isteriche, il cui tono variava dal suono cupo e sicuro di sé del capo allo stridulo falsetto degli animali più dipendenti del branco, si potevano udire da molto lontano. Ora si erano ritirate tra i pini e andavano strisciando intorno, tradendo la loro ansietà con occasionali guaiti.

da La danza della tigre. Un romanzo glaciale, Bjorn Kurten, Editori Riuniti, trad. di Paola Campioli

Appunto per chi scrive, che poi coincide con chi legge: CDD, a.k.a. Smilax, a.k.a. Stracciabraghe, pianta rampante costiera, fitogeograficamente collocabile tra le pioniere robuste e tenaci.