Category Archives: musica

Ad altri l’universo sembra onesto. Sembra onesto alle persone oneste perché hanno gli occhi castrati. è per questo che temono l’oscenità. Non provano alcuna angoscia se sentono il canto del gallo o se si accorgono del cielo stellato. Generalmente, godono i “piaceri della carne” a condizione che siano scipiti.

 Ma già da allora non c’erano più dubbi: non amavo quelli che eufemisticamente si chiamano “piaceri della carne”, forse proprio perché sono senza sapore. Amavo ciò che si giudica come “osceno”.

Non ero per niente soddisfatto, al contrario, del pervertimento semplice, perché esso insozza soltanto se stesso, e, in ogni caso, lascia intatta un’esistenza elevata e perfettamente pura. La dissolutezza che io conosco non soltanto deve insozzare il mio corpo e i miei pensieri, ma tutto ciò che immagino davanti ad essa e soprattutto l’universo stellato…

da Storia dell’occhio, Georges Bataille, Gremese Editore, trad. di Dario Bellezza

L’erotismo sembra essere una forma di conoscenza che nel momento stesso che scopra la realtà, la distrugge. In altri termini si può conoscere il reale per mezzo dell’erotismo; ma al prezzo della distruzione completa e irreparabile del reale medesimo. In questo senso l’esperienza erotica si apparenta a quella mistica: ambedue sono senza ritorni, i ponti sono bruciati, il mondo reale è perduto per sempre. Altro carattere comune all’esperienza mistica e a quella erotica è che esse hanno bisogno dell’eccesso; la misura, che è propria al conoscere scientifico, è sconosciuta tanto a l’una che all’altra. Quest’eccesso, naturalmente, porta alla morte. Ma nell’esperienza mistica sarà la morte del soggetto; in quella erotica, la morte dell’altro. Questo spiega forse il carattere apparentemente suicida dell’esperienza mistica e omicida dell’esperienza erotica.

dalla Prefazione di Alberto Moravia alla Storia dell’occhio di Georges Bataille, Gremese Editore, 1980

Deadcrush, Alt-J

Quale pietra nel pozzo

Cerco un essere per invaderlo,
montagna di fluido, pacchetto divino,
mio altro polo, dove sei? Gratificazioni sempre rinviate,
dove sei marea montante?
Riaffondare in te lo scoglio affiorante della mia tensione
insoffribile!
Pirateggiarti.

Presenza di sé: pazzo strumento.
Si pesa su di sé
si pesa sulla solitudine
si pesa intorno
e sul vuoto
si draga.

Mondo sfregiato di assenze
milioni di tabù
passato di cancro
sbarramento di genuflessi e imbretellati;
oh! felici mediocri
poppate il vecchiume e la cotica dei secoli
e la civiltà dei desideri futili;
via, tutto questo è fatto per voi.
La rabbia non ha fatto il mondo
ma deve pur viverci.
Compagni del “no” e dello sputo trattenuto,
compagni…ma non ci sono compagni del “no”:
quale pietra nel pozzo è il mio saluto!
E del resto, uffa!

da Un certo piuma, Henri Michaux, SE Studio Editoriale, trad.di Alfredo Giuliani