Category Archives: maternità

Tutti i miei sensi raccolti in uno

Tutti i miei sensi raccolti in uno
che era tutti e non era nessuno.
Un impasto densissimo amoroso
che riassorbiva il mondo nel riposo.
Si mostrava nella forma di un sorriso
che era di tutto il corpo non più diviso,
luce e riflesso della luce d’ogni corpo,
mi visitava tenerezza di nascosto.

da Poesie (1974-1992), Patrizia Cavalli, Einaudi

il mestiere più antico del mondo

Mia madre era per terra carponi, sembrava proprio una mucca, e faceva un suono basso, profondo, che non sembrava neanche la sua voce. Intorno, nella stanza, c’era la sedia rovesciata sul pavimento con dei panni buttati a terra. Forse aveva cercato di prendere qualcosa, ma poi era caduto tutto. Non ha alzato nemmeno la testa, non ha fatto nessun cenno, sembrava non essersi accorta della mia presenza e ha continuato a muoversi lentamente, avanti e indietro. E a fare questo lungo e profondo “muuuuuu”.

da Il mestiere più antico del mondo, di Gianlorenzo Pacini, Feltrinelli, collana Zoomflash, giugno 2015

 

Quando guardava il bimbo che puppava

marta gioca a mamma

Anche Quintilia era rimasta incinta. E quando la pancia si fece grossa non andò più a telare, e neanche ai primi mesi dell’allattamento. Quando guardava il bimbo che puppava si sentiva così bene, senza nessun desiderio, che le veniva quasi da ridere a pensare come tante volte le era sembrato importante il suo lavoro. Guardava i colori del bimbo. Le sue mani magre, dall’indice molto corto, tastavano le gote; si faceva scorrere tra i polpastrelli i capelli fini, biondi. Il bimbo reagiva alle sue carezze, la fissava con gli occhi lattiginosi.

Da Il Paese di pietra di Bruna Cordati, Jaca Book, collana Il Grandevetro /I Vagabondi

a Adelaide Antici, ad Anna Fiorentin

al di là di questo certo e tranquillo non amarti

Al di là di questo certo e tranquillo non amarti
ora madre t’amo e ti vorrei vicina
madre che in me vivi.
e dài, di tua presenza, certezza al viver mio senza peso;
con la durezza del tuo volere e amare.

(1° gennaio 1933)

da Diario umano, Giovanni Amelotti, Emiliano degli Orfini – Genova, 1934