Category Archives: il ballo

mettendomi a leggere coll’animo disposto

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Mettendomi a leggere coll’animo disposto, trovava tutto gustoso, ogni bellezza mi risaltava all’occhio, tutto mi riscaldava, e mi riempiva d’entusiasmo, e lo scrittore da quel momento mi diventava ammirabile, ed io continuava sempre ad averlo in gran concetto. In questa tal disposizione, forse il giudizio può anche peccare attribuendo al libro ec. quel merito che in parte spetta al lettore.

p.227 dello Zibaldone, Giacomo Leopardi, Mondadori

che cos’è l’amor?

circuito oscillante

Un circuito come in figura ha un’impedenza che varia con la frequenza in modo interessante: essa ha un valore estremamente grande (al limite infinito) sia a frequenza bassissime (quando il condensatore blocca la corrente), che a frequenze altissime (quando è l’induttanza che impedisce il movimento delle cariche). Fra questi due estremi, l’impedenza complessiva del circuito è minore, con il minimo (ed il massimo della corrente, a parità di f0) alla frequenza alla quale le impedenze delle due reattanze sono uguali.

1/ωC=ωL

 

ω0= 1/√LC

Chiamata la frequenza di risonanza.
La potremmo definire la ‘frequenza preferita’ dal circuito.
Per capirlo pensiamo ad un circuito oscillante semplificato, ideale, con solo gli elementi L e C:

 

circuito ideale senza R

Iniziando con la capacità carica, alla chiusura del circuito questa tenderà a scaricarsi nel modo più efficace e rapido possibile, cercherà di trasferire la propria energia all’induttanza con la massima efficienza, ciò che si ottiene quando le due impedenze sono adattate, cioè uguali.
Si instaura perciò una corrente sinusoidale (cioè di frequenza ben definita) alla frequenza di risonanza, con un continuo travaso di energia da condensatore a induttanza e viceversa: in certi istanti l’energia è tutta di tipo elettrico, CV2/2, in altri tutta di tipo magnetico, Li2/2.
Nel caso ideale questa oscillazione non si smorzerebbe mai; nella realtà ci sono però sempre delle resistenze che ad ogni ciclo dissipano una frazione dell’energia.
Se si vuol mantenere l’oscillazione, l’energia persa dovrà ad ogni ciclo essere reintegrata da un’opportuna f.e.m. che oscilli anche essa alla frequenza di risonanza. In questo caso le oscillazioni si dicono forzate.

da Lezioni di fisica Vol.III, Franco Dupré, CISU

canzone intima


edmond baudoin

Che fai, tu? Di tutto.
Che vali, tu? Non so,
presagi, prove,
disgusto, vigore…
Che vali, tu? Non so.
Che vuoi, tu? Nulla ma tutto.

Che sai, tu? La noia.
Che vuoi, tu? Pensare:
pensare per mutare
in notte ogni giorno.
Che sai, tu? Pensare
per mutare di noia.

Che vuoi, tu? Il mio bene.
Che devi, tu? Sapere,
prevedere e potere
che a nulla non serve.
Che temi, tu? Volere.
Chi sei, tu? Ma nulla.

Dove vai, tu? Alla morte.
E a farvi? A terminare
e non più ritornare
alla malasorte.
Dove vai, tu? A terminare.
Ed a che fare? Il morto.

da Poesia varie d’ogni epoca, da Poesie, Paul Valéry, Feltrinelli, trad.di Beniamino Dal Fabbro

gira la tròttola viva

Jean-Baptiste-Siméon Chardin, Fanciullo con la tròttola, 1735 

Gira la tròttola viva
Sotto la sferza, mercé la sferza;
Lasciata a sé giace priva,
Stretta alla terra, odiando la terra;

Fin che giace guarda il suolo;
Ogni cosa è ferma,
E invidia il moto, insidia l’ignoto;
Ma se poggia a un punto solo
Mentre va s’impernia,
E scorge intorno, vede d’intorno;

Il cerchio massimo è in alto
Se erige il capo, se regge il corpo;
Nell’aria tersa è in risalto
Se leva il corpo, se eleva il capo;

Gira,- e il mondo variopinto
Fonde in sua bianchezza
Tutti i contorni, tutti i colori;
Gira,- e il mondo disunito
Fascia in sua purezza
Con tutti i cuori, per tutti i giorni;

Vive la tròttola e gira,
La sferza Iddio, la sferza è il tempo:
Così la tròttola aspira
Dentro l’amore, verso l’eterno.

da Canti anonimi, 1922, Clemente Rèbora

da Mila a Mara Cerri