Category Archives: i vivi

Sebbene tu cerchi

Sebbene tu cerchi che la tua stessa
fugacità sia l’arpa, il flauto, il ruscello,
sai che su la fronte è il segno
di una malinconia senza fine;
e se l’aria della notte che avanza
scioglie la maggiorana, i mirti,
il chiaro calice della datura
in fumo umido di fragranza,
sai che la favola sboccia,
poco dura, s’allontana
e l’amaro è dell’ultima goccia.
Anche se il disperso ritrova
il confine, il lume notturno, il riposo,
anche se il tumulto gioioso
delle campane irrompe
nell’aria della sera,
e la corona da le gemme invernali
dolce si curva a la Primavera dei bianchi sponsali.
Ora su le colline oscure, su le curve dei monti
le terse cinture, le cacce di scintille
prende il primo scoramento che poi trascolora
e saranno in fondo a le valli, brusio, brina,
all’eriche sonaglio di stille che vapora,
breve fluire di fonti che l’erba disperde,
che la terra densa ai raggi caldi beve.

da Bosco il prestigiatore, in Antologia poetica, Lucio Piccolo, All’Insegna del Pesce d’Oro di Vanni Scheiwiller, 1999

Conferenza stampa 22 febbraio 2019 Piazza Spadolini a Roma

Dalla pagina fb di Baobab Experience:

Azione civile di tutela dei diritti delle persone trattenute sulla nave #Diciotti, il Ministro Salvini dichiara: «Permettetemi di rispondere con una grassa risata, non prendessero in giro gli italiani, la pacchia è finita, i barconi non arrivano più, al massimo gli mandiamo un Bacio Perugina».

Come dovremmo interpretare questa offerta di una nota marca di cioccolatini destinati agli amanti da parte del Ministro dell’Interno? Una goffa dichiarazione d’amore, un modo per pubblicizzare un altro prodotto o l’ennesima risposta impropria, propagandistica e di scherno a una questione sociale che si fa sempre più drammatica?
Non vogliamo cioccolatini ma il rispetto dei diritti, Ministro, quelli di tutti, i Diritti Umani: ogni precedente che ne avalli la violazione è un pericolo per tutti noi, nessuno escluso.
Per questo dove possiamo offriamo informazioni sulla tutela legale, perché l’inclusione e l’uscita dalla clandestinità, dalla marginalità si fa con l’accoglienza e con l’informazione sui doveri e sui diritti, non con la paura e la coercizione.

Venerdì 22 febbraio ore 13:00 a Roma – Piazzale Spadolini, CONFERENZA STAMPA
Migranti, Rete legale: presentazione dei risultati del 2018 e delle azioni di tutela dei migranti della Diciotti.

COMUNICATO

Dublinato

5.50…9.35 – 11.35

It was not Death, for I stood up,
And all the Dead, lie down –
It was not Night, for all the Bells
Put out their Tongues, for Noon.

It was not Frost, for on my Flesh
I felt Siroccos – crawl –
Nor Fire – for just my Marble feet
Could keep a Chancel, cool –

And yet, it tasted, like them all,
The Figures I have seen
Set orderly, for Burial,
Reminded me, of mine –

As if my life were shaven,
And fitted to a frame,
And could not breathe without a key,
And ’twas like Midnight, some –

When everything that ticked – has stopped-
And Space stures all around –
Or Grisly frosts –  first Autumn morns,
Repeal the Beating Ground.

But, most, like Chaos – Stopless – cool –
Without a Chance, or Spar –
Or even a Report of Land –
To justify – Despair.

Emily Dickinson (1862)

***

trad. di Barbara Lanati

Non era la morte, perché stavo in piedi,
mentre i morti, tutti, stanno distesi –
Non era la notte, perché le campane
a distesa suonavano il mezzogiorno.

Non era il gelo, ché sulla carne
sentivo lo scirocco – strisciare –
Non era il fuoco – ché i miei piedi di marmo
un altare avrebbero ghiacciato-

Eppure il sapore era quello,
e le forme composte,
che ho visto pronte alla sepoltura,
mi ricordavano  –  la mia –

Era come se la mia vita fosse stata
piallata e forzata in una struttura,
come se la chiave mancasse e con essa il respiro,
come a mezzanotte, a volte –

quando il ticchettio del mondo s’arresta –
e lo spazio fissa le cose d’intorno
e i morsi del gelo, i primi mattini d’autunno
attanagliano il respiro del suolo.

Ma più d tutto era il caos, freddo, perenne
senza un appiglio, un albero di nave,
neppure, un segnale di terra,
a giustifica della – Disperazione.

Pensare Migrante 3

4/5/6 MAGGIO CITTÀ DEL’ALTRA ECONOMIA –

(LARGO DINO FRISULLO – TESTACCIO)
ENTRATA LIBERA A SOTTOSCRIZIONE
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04/05 VENERDÌ

Pomeriggio

>15:00-16:30

“Soccorso in mare, #OpenArms e diritto internazionale – Le politiche di esternalizzazione del diritto di asilo e il rapporto con i processi di delegittimazione delle ONG che operano i soccorsi nel mediterraneo”

– Salvatore Fachile (Associazione Studi Giuridici Immigrazione)

“Le frontiere all’epoca delle esternalizzazioni. Il caso di Lampedusa”

– Emanuele Petrella (#IndieWatch)

– Modera Angela Caponnetto (Rai News)

>16:45-18:15

Presentazione del Rapporto “Gravi violazioni dei diritti umani dei migranti in Libia” #MEDU – Medici per i Diritti Umani

– Modera Annalisa Camilli (Internazionale)

>18:30-20:00

Presentazione del Rapporto “Fuori Campo 2” Medici Senza Frontiere #MSF

– Moderano Eleonora Camilli e Giacomo Zandonini

Dalle 20:00

Musica dal vivo con:

#PiccolaOrchestradiTorPignattara

#SMILE

#Tuki

#Hi-Shine

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05/05 SABATO
Mattina

>12:30-14:00

-Processo ai media-

-Alessandro Gilioli (L’Espresso)

Presentazione della graphic novel “Il sogno a colori” di #MauroBiani

(Il Manifesto, L’Espresso)

Pomeriggio

>14:30-16:00

-Donne in Movimento- Donne migranti, doppia discriminazione – Infibulazione: tra pratica e dissenso. – Tratta e sfruttamento sessuale: il caso delle donne nigeriane.

Intervengono:

#AssociazioneDifferenzaDonna#DonnediBeninCity#LaminS.

(Attivista gambiano contro l’infibulazione)

– Modera Claudia Torrisi (#OpenMigration)

>16:00-17:30

#MigrantiLGBTI– Omosessualità e intersessualità: tra stigma, persecuzioni e ricerca di tutele in Italia e Europa.

Migrabo LGBTI, Coalizione Italiana Libertà e Diritti civili, Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli

– Modera Claudia Torrisi (Open Migration)

>18:00- 20:30 – Presentazione del libro “Hevalen. Perché sono andato a combattere l’Isis in Siria” di #DavideGrasso

– Modera Chiara Cruciati (Il Manifesto)

>20:30- 21:00 Presentazione e proiezione del documentario “New city map” di Giorgia Dal Bianco

Dalle 21:00

Musica dal vivo con:

#AgusCollective

#UnioneSuonatoriBase

#LucioLeoni

#DjSetPOLG + #BobCorsi

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06/05 DOMENICA
Mattina

>10:30 – 12:00

-Criminalizzare la Solidarietà-

Intervengono:

– Anabel Montes Mier (#ProactivaOpenArms)

– Francesco Martone (In difesa di)

– Gennaro Giudetti (#SeaWatch)

Modera:

– Andrea Palladino

Presentazione dell’iniziativa #WelcomingEurope – Per un’Europa che accoglie”

-Sara Prestianni (#Arci)

>12:15 – 14:00

Presentazione del libro “Materie Prime” sulla tratta dei baby calciatori di Stefano Sacchi – Intervengono: Hopeball, Atletico San Lorenzo, Liberi Nantes, Atletico Diritti

– Modera Valeria Biotti (Centro Suono Sport)

Pomeriggio

>Dalle 14:00 Pranzo Sociale a sostegno dei progetti di falegnameria e sartoria K_Alma e Kora, portati avanti dai richiedenti asilo del Villaggio Globale.

– Torneo di biliardino

CONCERTO DI CHIUSURA CON AFRICA RITMO

le carte del grande gioco

(…) là davanti, Courbet trotterellava e parlava poco, povero di respiro. Di tanto in tanto si fermava, con il bastone di agrifoglio dritto come un ragazzino. Ordinaire lo vedeva inclinare la testa e, col bocchino della pipa, tracciare nell’aria i contorni di una cornice. Cielo, rocce, acqua, alberi: le carte del grande gioco.

***

Courbet non ha mai attizzato la folla. Se saliva su una sedia era per cantare, non per gridare A morte!. Ha mostrato un’infinità di cose semplicemente vivendo come credeva. Nessuna geremiade sull’infelicità degli oppressi; l’amore astratto dei filantropi lo inorridiva, quel cuore addolorato che cola e si sparge sulle piaghe retoriche della gente di cui si ignora l’odore…
Courbet ha esercitato la sua libertà. Era ostinato. La sua politica? La libertà, per tutti, ossia il dovere di governare se stessi. Non biasimava niente. Non gli interessavano le rivendicazioni (non ci pensava nemmeno a chiedere qualcosa), Per il resto, e giorno dopo giorno, la sua filosofia consisteva nel non cedere nulla di quanto si può tenere. Passo passo, non lasciare nulla a ciò che mutila, priva, colonizza, sottrae, manipola, invade, sottomette, ostacola, attrezza, adatta, squadra. Il corpo è un campo di battaglia. La Natura è un campo di battaglia. Il realismo di Courbet è un contrattacco alla fiaba sociale, all’illustre modello di società, alla civilizzazione, al programma delle scuole delle classi assoggettate, al programma delle scuole delle classi dirigenti, alle raccolte di letture a uso delle fanciulle. Il realismo di Courbet lacera le scenografie dietro cui si rivolge il lavoro sporco, lacera le tele dipinte, le rose di puttini sopra i teatri, le fatine, i diavoli, le allegorie affrescate nelle scuole e nelle stazioni, dove si vedono le dee dell’industria e dell’agricoltura, gli splendori delle colonie e i prodigi della scienza.
Sul muro del suo atelier, a Parigi, Courbet aveva affisso una lista di regole:

1. Non fare quello che faccio io.
2. Non fare quello che fanno gli altri.
3. Se ti mettessi a fare quello che faceva Raffaello, non avresti un’esistenza tutta tua. Suicidio.
4. Fai quello che vedi e quello che senti, fai quello che vuoi.

da La chiara fontana, David Bosc, L’Orma Editore, trad. di Camilla Diez