Category Archives: frattali

configurazione mergnanese

 

Ai disturbi della memoria, infatti, sono legate le intermittenze del cuore. è sicuramente l’esistenza del nostro corpo, simile per noi a un vaso in cui fosse racchiusa la nostra spiritualità, a farci supporre che tutti i nostri beni interiori, le nostre gioie passate, tutti i nostri dolori, siano perennemente in nostro possesso. Forse, è altrettanto inesatto credere che se ne vadano e ritornino. In ogni caso, se rimangono dentro di noi, rimangono per la maggior parte del tempo in una regione sconosciuta, dove non ci sono di alcun giovamento e dove anche i più usuali vengono ricacciati indietro da ricordi di diversa natura, che escludono ogni simultaneità con essi all’interno della coscienza. Ma non appena si ricostruisce la cornice di sensazioni in cui si sono conservati, essi acquistano a loro volta il medesimo potere d’espellere tutto quanto sia incompatibile con loro, installando in noi, solitario, l’io che li ha vissuti.

(…)

L’io che io ero allora, e che da tanto era scomparso, m’era di nuovo così vicino che mi sembrava ancora di sentire le parole pronunciate subito prima e che, tuttavia, non erano più che un sogno, così come un uomo non ancora ben desto crede di percepire proprio accanto a sé i rumori del suo sogno che svanisce.

da Sodoma e Gomorra- Le intermittenze del cuore, Marcel Proust, Mondadori, trad.di Giovanni Raboni

la chiocciola

 

Le vive, le eterne
colonne di luce
ti reggono, o terra,
sul gurgite d’aria,
te, piccola sfera,
sostengono in cima
al duomo dei mondi.

Discendono i cieli
nell’architettura
sacrata del cosmo
per lunga spirale,
in fughe di scale
che girano avvolte
la chiocciola enorme;

e giungono al fondo
del tempio vivente
laggiù dove dormono
in tombe di sonno
supini gli dei.

da Linea della vita, Giorgio Vigolo, Mondadori

su chi si innamora in sogno


mara cerri

Ogni amore deve necessariamente avere una causa da cui trarre origine. Io comincerò con la più remota, affinché l’esposizione proceda con ordine, sebbene si usi cominciare da ciò che è più facile e comune. Tra le cause dell’amore ce n’è dunque una che, se non avessi direttamente osservato, non menzionerei, tanto è strana. Il caso fu questo. Andai un giorno a far visita al nostro amico Abu s-Sari Ammàr ibn Ziyàd, liberto di al-Muayyad, e lo trovai pensoso. Gli chiesi cosa avesse, e per un po’ si schermì, ma poi disse: “Una cosa stranissima, mai udita”, “E che sarebbe?”. “Ho visto in sogno, stanotte, una fanciulla, e mi sono svegliato col cuore preso e follemente innamorato di lei; e ora mi trovo in uno stato quanto mai penoso per amor suo”. Egli restò così per molti giorni, oltre un mese, crucciato e triste, senza che nulla potesse guarire la passione che lo tormentava. Allora lo rimproverai e gli dissi: “è un grave errore che tu stia ad angustiarti l’animo per una cosa inconsistente, a farti irretire l’immaginazione da un oggetto irreale, che non esiste. Sai tu chi sia quella donna?”. “No, per Allàh”. “Allora” ripresi “hai ben poco senno e sei malato nell’intelletto, se mai chi non hai mai visto, chi non è mai nato né esiste al mondo. Se ti fossi innamorato di un’immagine dipinta, di quelle che sono nei bagni, saresti più scusabile ai miei occhi”, e continuai così a insistere con lui finché si diede pace, sia pur non senza fatica.
Si trattava, a mio avviso, di un caso di suggestione, di confusa allucinazione della mente, rientrante nel novero dei desideri repressi e delle fantasie. A tal riguardo ho scritto questi versi:

Saper vorrei chi fosse, e come sia venuta di notte! Era il volto del
sole o della luna?
Fu una parvenza dell’intelletto, manifestata dal suo stesso lavorio, o
un’immagine dello spirito evocato dalla mia stessa speranza, che la vista ha
creduto di percepire?
Oppure nulla di tutto ciò, ed è stato un evento riservatomi dal
destino come causa di morte?

da Il collare della colomba, Ibn Hazm, SE Studio Editoriale, trad.di Francesco Gabrieli

 


mara cerri

 

tristano e isotta

L’opera di Wagner Tristano e Isotta è generalmente considerata il culmine del movimento romantico nella musica. La relatività generale è il non plus ultra della dinamica. Detto più esplicitamente, il modo in cui due 3-spazi sono incastrati nel suo nucleo dinamico ricorda due amanti che cerchino l’abbraccio più stretto possibile. Questo è il livello di perfezionamento nel lavoro sui principii che creano il tessuto dello spazio-tempo. è molto più semplice di un blocco quadridimensionale. Ovunque guardiamo, ci racconta la stessa grande storia, ma in innumerevoli varianti, tutte intrecciate in un arazzo di dimensione superiore. Questo è ciò che Einstein ha ricavato dal mazzo di carte magiche di Minkowski. Guardando lo spazio-tempo in un modo, vediamo Tristano e Isotta sospesi in cielo, come in un quadro di Chagall. Guardando in un altro modo, vediamo Romeo e Giulietta, e in un altro ancora Eloisa e Abelardo. Tutte queste coppie, ognuna delle quali perfetta in sé, risultano l’una dall’altra. Esse e le loro storie scorrono l’una attraverso l’altra. creano un tessuto reticolato dello spazio-tempo.
Il concetto di sostanza è portato al limite. Infatti il corpo dello spazio-tempo, il suo ingorssarsi nel tempo, è solo il modo che noi scegliamo di tenere distanti le cose in modo che la storia si sviluppi semplicemente. Almeno è nello spazio-tempo newtoniano. Tutta la dinamica -ciò che effetivamente succede- è disposta in orizzontale. Separiamo le carte in una direzione verticale che chiamiamo tempo per ottenere una rappresentazione semplice. Il tempo è semplificatore distinto. la sostanza è nelle carte. Queste sono le cose; il resto è nella nostra mente.
La relatività generale aggiunge un tocco sorprendente a questa teoria del tempo, apparentemente definitiva. Se considerati da soli, Tristano e Isotta sono sostanza, e la separazione tra di loro è solo la misura della loro differenza. Non possono unirsi del tutto semplicemente perché sono diversi. Questa differenza è ciò che chiamiamo tempo. Ma ciò che è la rappresentazione della differenza tra gli amanti di Wagner fa parte della sostanza stessa degli amanti di Shakespeare. Romeo e Giulietta non sarebbero ciò che sono se Tristano e Isotta non fossero tenuti separati dalla loro differenza. Il tempo che separa Tristano da Isotta è il corpo di Romeo. Questo intrecciarsi di essenza e differenza tutto in uno spazio-tempo è ancora più straordinario del diagramma di Minkowski con due aste, una più breve dell’altra.

da La fine del tempo. la rivoluzione fisica prossima ventura, Julian Barbour, Einaudi

passato, presente e futuro


foto di Ribes Sappa

Passato, presente e futuro sono determinazioni incompatibili. Ogni evento deve essere l’uno o l’altro, ma nessun evento può essere più di una cosa. Se dico che un qualsiasi evento è passato, significa che non è presente né futuro, e viceversa negli altri casi. E questa esclusività è essenziale per il cambiamento, e quindi per il tempo. Infatti l’unico cambiamento che possiamo ottenere è da futuro a presente, e da presente a passato. Quindi le caratteristiche sono incompatibili. Ma ogni evento le ha tutte. Se (un evento) è passato, è stato presente e futuro. Se è futuro, sarà presente e passato. Se è presente, è stato futuro e sarà passato. Così tutte e tre le caratteristiche fanno parte di ogni evento. Come può questa situazione essere coerente con la loro incompatibilità?

John Ellis McTaggart

il lupo e la bambina

 

Ed egli aveva paura che ella, con la sua borsa, cadesse a capofitto in quella folla, in quella polvere, che non si ritrovasse più, ed egli vi sarebbe accorso come su un mare che ha inghiottito un annegato, e avrebbe cercato di lei, e improvvisamente si sarebbe dimenticato come era fatta, ne avrebbe presa un’altra per errore, ed egli l’avrebbe creduta lei; poi forse l’avrebbe rasentata in altri luoghi e non l’avrebbe più riconosciuta, lei che gli era destinata.
Fu proprio lei che, dall’altra parte del fiume, levò il braccio per salutarlo. A lui parve che la riva dovesse partire, come sembra a chi sta a vedere su una nave che salpa, e che ella stesse là ad accennargli fino a che non fosse cancellata dalla lontananza. Anch’egli si mise ad agitare disperatamente le mani, e vedeva che ella rideva coi suoi denti bianchissimi, poi vide a pochi metri di distanza un ponte e si mise a correre per raggiungerlo, valicarlo, saltar davanti a lei. Ella si trovava ora sullo sbocco della strada popolata e si fermò esitante. L’uomo affrettò il passo, raggiunse il ponte, fu sull’angolo della strada. La donna era scomparsa. Aveva creduto che egli non l’avrebbe più raggiunta e che proseguisse per la sua strada senza badarle? Per un poco gli parve che ella si fermasse qua e là, a tutti gli angoli della vasta piazza affollata, che lo aspettasse alle fermate dei tram, che fosse sotto tutte le porte a guardare di ritrovarlo. Ora pensava di  non ricordarsi più della linea del fianco sotto l’impermeabile verde, e tutte le donne che incontrava gli pareva che avessero l’impermeabile verde. Gli era parso che quell’incontro fosse fatale, e non si poteva rassegnare che non avvenisse; e come chi si contenta con una piccola consolazione di una grande fortuna perduta, credeva che un’altra donna, che le somigliasse, gli sarebbe venuta incontro per errore, proprio tra quella folla che, ora che vi era passata lei, gli sembrava tutta della stessa famiglia. Invece lo guardavano come un ozioso che non avesse nulla da vedere con loro. Ora gli sembrava impossibile perfino seguitare a vivere. Rapidamente nella sua memoria si eclissava il volto di lei e non rimaneva che la pupilla grigia di quegli occhi. E l’impressione di una felicità rasentata e perduta, più bella forse della felicità raggiunta.

tratto da Avventure, del libro Viaggi attraverso le cose, Corrado Alvaro, Via del Vento Edizioni

il centro

Santa Teresa in estasi, Gian Battista Piazzetta

 

Io so qual è la parola giusta.
Io lo so e tu non lo sai
non lo sai perché hai paura
io lo so perché ho il coraggio.
Non è mio questo coraggio
però è mio quando ce l’ho.

da Pigre divinità e pigra sorte, Patrizia Cavalli, Einaudi