Category Archives: esitazione

a mia insaputa

Giulio Aristide Sartorio

Vorrei per una volta tutti
della mia vita i volti s’affollassero,
e uno in particolare contro
l’invetriata senza desideri.
Sorridono e all’implorante
“Vi aspetto, tornate!” –
socchiuso lasciano il battente,
neanche spettasse a me seguirli
(chi qua chi là scomparendo)
o fossi dei loro già, senza saperlo.

da Sguardo dalla finestra d’inverno, Ferruccio Benzoni, All’insegna del pesce d’oro, 1998

sull’arte dell’esitazione

Fontana di sperma, di Luca Donnini, Via degli Zingari 22 a Roma 28 aprile 2012

un soggetto sufficientemente ‘movimentato’

(esitante non perché indeciso ma)

deciso a non prendere di mira le cose.

(…)

…(pensare) le cose su scala umana, ossia (pensarle) aggiungendovi esplicitamente l’uomo (o me in quanto persona), non già facendo astrazione dall’osservatore, che è ciò che costituisce la scala umana. So sempre che c’è (una)∞ di altri punti di vista, (una) ∞ di altre espressioni dello stesso sistema di impressioni. Alla stessa realtà, corrispondono (una) ∞ di considerazioni valide. Per es(empio): lo stesso avvenimento sarà diverso nelle conseguenze se cambia il tempo durante il quale se ne osserveranno le conseguenze. E da ciò dipendono ogni valutazione e ogni azione dedotte da quell’avvenimento.

Per me l’individuo non ha un’esistenza chiara – ben definita.
In altri termini – io tengo conto istintivamente della variabilità delle condizioni implicite.

dai Cahiers I 1894-1914, Paul Valéry, Adelphi