Category Archives: esitazione

Soglia, esitazione, totipotenza, poesia

walking di luca donnini

Il nostro carattere è l’effetto di una scelta che si rinnova incessantemente. Lungo l’intero nostro cammino ci sono punti di biforcazione (per lo meno apparenti), e noi percepiamo molte possibili direzioni, sebbene se ne possa seguire una sola. Ritornare sui propri passi, seguire sino in fondo le direzioni intraviste, ecco in cosa sembrerebbe consistere l’immaginazione poetica.

da Il riso. Saggio sul significato del comico, Henri Bergson, SE Studio Editoriale, a cura di Federica Sossi

foto della meravigliosa Ula Rosi nel film Walking di Luca Donnini

cosmological redshift

Milo e Giorgio, Trieste 1935-36

Dopo qualche assalto infruttuoso, non rinunciare, e non insistere neppure. Ma custodisci quel problema nelle cantine della tua mente, dove esso migliora. Trasformatevi tutti e due. (Quaderni 1900-1901, Senza titolo, III, 779)

Da questi quaderni vedo che la mia mente si diletta in particolare di certe trasformazioni simili a quelle dell’analisi, e che derivano dall’attività spontanea delle analogie. (…) (1922. S, VIII, 676)

da Quaderni – Volume primo, Paul Valéry, Adelphi, a cura di Judith Robinson-Valéry, trad.di Ruggero Guarini

strada per un ritorno a casa, II

La porta è connessa ai rites de passage; “Si attraversa il passaggio, che può essere indicato in molti modi diversi – sia attraverso due aste conficcate nel suolo, che tendono eventualmente a incrociarsi in alto, sia attraverso un tronco spaccato al centro e divaricato..o un ramo di betulla curvato a cerchio…- si tratta comunque di sfuggire a un elemento ostile, di liberarsi di una qualche tara, di affrancarsi da una malattia o dagli spiriti dei defunti, che non possono infilarsi nello stretto passaggio.” Ferdinando Noak, Triumph und Triumphhogen (Conferenze della Biblioteca Warburg, V, Lepzig, 1928, p.153). Chi penetra un passage percorre il passaggio-porta in senso inverso (ovvero si riconsegna al mondo intra-uterino).

da I Passages di Parigi, Vol.I, Casa di sogno, museo, terme, di Walter Benjamin, Einaudi, a cura di Enrico Ganni

 

assenza del fare

In sogno, sembra che non si legga mai né si conti né si disegni – Ma si sa quel che c’è nel libro, si ha rivelazione del numero; e il disegno si fa – – senza essere stato fatto! Perché nel sogno non c’è nessun “fare”. C’è un’impotenza a fare; e al contrario, dei risultati d’azione.

(aggiunta marginale con rinvio: anche fisiologici come l’eiaculazione – o la minzione)

da Quaderni, IV, Paul Valéry, Adelphi, a cura di Judith Robinson-Valéry

a mia insaputa

Giulio Aristide Sartorio

Vorrei per una volta tutti
della mia vita i volti s’affollassero,
e uno in particolare contro
l’invetriata senza desideri.
Sorridono e all’implorante
“Vi aspetto, tornate!” –
socchiuso lasciano il battente,
neanche spettasse a me seguirli
(chi qua chi là scomparendo)
o fossi dei loro già, senza saperlo.

da Sguardo dalla finestra d’inverno, Ferruccio Benzoni, All’insegna del pesce d’oro, 1998

sull’arte dell’esitazione

Fontana di sperma, di Luca Donnini, Via degli Zingari 22 a Roma 28 aprile 2012

un soggetto sufficientemente ‘movimentato’

(esitante non perché indeciso ma)

deciso a non prendere di mira le cose.

(…)

…(pensare) le cose su scala umana, ossia (pensarle) aggiungendovi esplicitamente l’uomo (o me in quanto persona), non già facendo astrazione dall’osservatore, che è ciò che costituisce la scala umana. So sempre che c’è (una)∞ di altri punti di vista, (una) ∞ di altre espressioni dello stesso sistema di impressioni. Alla stessa realtà, corrispondono (una) ∞ di considerazioni valide. Per es(empio): lo stesso avvenimento sarà diverso nelle conseguenze se cambia il tempo durante il quale se ne osserveranno le conseguenze. E da ciò dipendono ogni valutazione e ogni azione dedotte da quell’avvenimento.

Per me l’individuo non ha un’esistenza chiara – ben definita.
In altri termini – io tengo conto istintivamente della variabilità delle condizioni implicite.

dai Cahiers I 1894-1914, Paul Valéry, Adelphi