Category Archives: Big Mike

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“è dunque proprio vero tutto quel che non ha storia, né senso, né tregua, né misura? … Sì, tutto quello che non è chiaro, e che per me non è niente, e ha meno peso di quanto ne abbia, nelle mie mani nude di donna, una chiave d’Europa tinta di sangue…Ah! è dunque proprio vero tutto questo? … (e che cos’è ancora, qui sulla mia soglia,

“quell’uccello verde-bronzo, d’aspetto poco ortodosso, e che chiamano Starling?)

da II – Poema per la straniera in Esilio, Saint-John Perse, SE Studio Editoriale, trad. di Stefano Agosti

In 5 years

L’armata

Una notte nel transito dei carri
ci desterà un odore di acciaio
parole guaste, tonfi di cavalli
sudore, amaro, vento di pennacchi.
Udremo scalpicciare i chiusi armigeri
sotto le voci rare
e un rullio di carriaggi dal largo
zittire i siti.
Così avverrà il passaggio dell’armata.
Nella piazza schiacciata
ci incontreremo all’alba ammutoliti.

da L’erba bianca, Giorgio Cesarano, Schwarz Editore

Dublinato

5.50…9.35 – 11.35

It was not Death, for I stood up,
And all the Dead, lie down –
It was not Night, for all the Bells
Put out their Tongues, for Noon.

It was not Frost, for on my Flesh
I felt Siroccos – crawl –
Nor Fire – for just my Marble feet
Could keep a Chancel, cool –

And yet, it tasted, like them all,
The Figures I have seen
Set orderly, for Burial,
Reminded me, of mine –

As if my life were shaven,
And fitted to a frame,
And could not breathe without a key,
And ’twas like Midnight, some –

When everything that ticked – has stopped-
And Space stures all around –
Or Grisly frosts –  first Autumn morns,
Repeal the Beating Ground.

But, most, like Chaos – Stopless – cool –
Without a Chance, or Spar –
Or even a Report of Land –
To justify – Despair.

Emily Dickinson (1862)

***

trad. di Barbara Lanati

Non era la morte, perché stavo in piedi,
mentre i morti, tutti, stanno distesi –
Non era la notte, perché le campane
a distesa suonavano il mezzogiorno.

Non era il gelo, ché sulla carne
sentivo lo scirocco – strisciare –
Non era il fuoco – ché i miei piedi di marmo
un altare avrebbero ghiacciato-

Eppure il sapore era quello,
e le forme composte,
che ho visto pronte alla sepoltura,
mi ricordavano  –  la mia –

Era come se la mia vita fosse stata
piallata e forzata in una struttura,
come se la chiave mancasse e con essa il respiro,
come a mezzanotte, a volte –

quando il ticchettio del mondo s’arresta –
e lo spazio fissa le cose d’intorno
e i morsi del gelo, i primi mattini d’autunno
attanagliano il respiro del suolo.

Ma più d tutto era il caos, freddo, perenne
senza un appiglio, un albero di nave,
neppure, un segnale di terra,
a giustifica della – Disperazione.

Sull’amore o sul corpo d’amore

Gesù,

forse è per paura delle tue immonde spine

ch’io non ti credo,

per quel dorso chino sotto la croce

ch’io non voglio imitarti.

Forse, come fece San Pietro,

io ti rinnego per paura del pianto.

Però io ti percorro ad ogni ora

e sono lì in un angolo di strada

e aspetto che tu passi.

E ho un fazzoletto, amore,

che nessuno ha mai toccato,

per tergerti la faccia.

da Corpo d’amore in Mistica d’amore, Alda Merini, Frassinelli