Category Archives: Big Mike

L’animale mangiaserrature

Lo incontrai che passeggiava nei corridoi dell’albergo con un animaletto mangiaserrature.

Posava l’animaletto sulla plica del gomito, allora l’animale era tutto contento e un’altra serratura era mangiata. E così per parecchie e così una quantità. Lui passeggiava atteggiandosi come uno cui “casa sua” sia divenuta più grande. Come apriva una porta, cominciava per lui una nuova vita.

Ma l’animaletto era tanto affamato di serrature che il suo padrone ben presto doveva riuscire alla ricerca di altre effrazioni, per quanto così trovasse scarso riposo.

Non volli fare alleanza con quell’uomo, gli dissi che per me ciò che preferivo nella vita era l’uscita. Ebbe uno sguardo bianco. Non eravamo della stessa sponda, ecco tutto, altrimenti mi ci sarei alleato. Mi piaceva, senza peraltro convincermi.

da Un certo piuma, Henri Michaux, Bompiani, 1971, trad.di Alfredo Giuliani

La salvezza nel perdono, anche quando non richiesto

Non privare nessun essere umano dei suoi metaxu, cioè dei suoi beni relativi e confusi (casa, patria, tradizioni, cultura, etc) che riscaldano e nutrono l’anima e senza i quali, eccetto per la santità, una vita umana non è possibile.

p.152, L’ombra e la grazia, Simone Weil, Rusconi, trad. di Franco Fortini

Metaxu= avverbio greco che significa nel mezzo (nota di Fortini)

Reale e Amare

Un criterio di definizione del reale può essere questo: la realtà è dura e rugosa. Vi si trovano gioie, non cose gradevoli. Quel che è gradevole è fantasticheria.

Cercar di amare senza immaginare. Amare l’apparenza nuda e senza interpretazione. Allora ciò che si ama è davvero Iddio.

p.64, L’ombra e la grazia, Simone Weil, Rusconi, trad. di Franco Fortini

Non si cade nel bene

Non si cade nel bene. La parola bassezza esprime questa proprietà del male.

Anche se compiuto, il male conserva quel suo carattere di irrealtà; di qui forse la semplicità dei criminali. Tutto è semplice nel sogno. Semplicità che corrisponde a quella della suprema virtù.

(…)

Si può avere orrore di far del male agli altri soltanto se si è arrivati al punto in cui nessun altro può più farci del male (si amano allora gli altri, come dei se stessi passati).

pp. 88-89, L’ombra e la grazia, Simone Weil, Rusconi, trad. di Franco Fortini