Category Archives: Appunti per elus

L’anima è anfibia, vive in due diversi luoghi: nei corpi e nella mente

Nel frammento di David di Dinant viene sviluppata l’idea aristotelica per cui l’anima rappresenta innanzitutto la capacità di patire del corpo. Quando si parla di anima, in questi testi, non è assolutamente qualcosa che rappresenti il nostro vero “io”, deposito e possesso personale contrapposto al corpo, bensì è quella parte che svolge proprio le funzioni più importanti del corpo, definendo innanzitutto la sua capacità di sentire e di subire affezioni.

Il dio sensibile. Saggio sul panteismo, Emanuele Dattilo, Neri Pozza, La Quarta Prosa, collana diretta da Giorgio Agamben, p.43

La salvezza nel perdono, anche quando non richiesto

Non privare nessun essere umano dei suoi metaxu, cioè dei suoi beni relativi e confusi (casa, patria, tradizioni, cultura, etc) che riscaldano e nutrono l’anima e senza i quali, eccetto per la santità, una vita umana non è possibile.

p.152, L’ombra e la grazia, Simone Weil, Rusconi, trad. di Franco Fortini

Metaxu= avverbio greco che significa nel mezzo (nota di Fortini)

Condannare le lacrime dovute alla privazione dei beni temporali e versate su se medesim*

La sventura che costringe ad affezionarsi ad oggetti miserabili svela il carattere miserabile dell’attaccamento. Più chiara ne diviene la necessità del distacco.

L’attaccamento fabbrica illusioni; e chiunque vuole il reale dev’essere distaccato.*

Da quando si sa che qualcosa è reale, non è più possibile essergli affezionati.
L’attaccamento non è altro che l’insufficienza nel sentimento della realtà. Si è legati al possesso di una cosa perché si crede che, se si cessa di possederla, quella non esista più. Molte persone non sentono con tutta la loro anima che c’è una totale differenza fra l’annientamento di una città e il loro esilio definitivo da quella medesima città.

(…)

Non pensare mai ad una cosa o ad un essere che si ama e che non si ha sotto gli occhi senza pensare che forse quella cosa è distrutta o quell’essere è morto.

Far sì che un simile pensiero non  dissolva il senso della realtà, ma lo renda più intenso.

Ogni volta che si dice: “Sia fatta la tua volontà”, rappresentarsi nel loro insieme tutte le infelicità possibili.

Due modi di uccidersi: suicidio o distacco.
Uccidere col pensiero tutto ciò che si ama: solo modo di morire. Ma soltanto quel che si ama. (Chi non odia suo padre o sua madre… Ma: amate i vostri nemici…)
Non desiderare che quel che si ama sia immortale.
Davanti ad un essere umano, qualunque esso sia, non desiderarlo immortale né morto.

pp. 28, 29, L’Ombra e la grazia, Simone Weil, Rusconi, trad. di Franco Fortini

* (dal 17 aprile 2021 in poi, —–> tensione verso il reale)

Misericordia per i poveri viziosi.

Reale e Amare

Un criterio di definizione del reale può essere questo: la realtà è dura e rugosa. Vi si trovano gioie, non cose gradevoli. Quel che è gradevole è fantasticheria.

Cercar di amare senza immaginare. Amare l’apparenza nuda e senza interpretazione. Allora ciò che si ama è davvero Iddio.

p.64, L’ombra e la grazia, Simone Weil, Rusconi, trad. di Franco Fortini

Non si cade nel bene

Non si cade nel bene. La parola bassezza esprime questa proprietà del male.

Anche se compiuto, il male conserva quel suo carattere di irrealtà; di qui forse la semplicità dei criminali. Tutto è semplice nel sogno. Semplicità che corrisponde a quella della suprema virtù.

(…)

Si può avere orrore di far del male agli altri soltanto se si è arrivati al punto in cui nessun altro può più farci del male (si amano allora gli altri, come dei se stessi passati).

pp. 88-89, L’ombra e la grazia, Simone Weil, Rusconi, trad. di Franco Fortini

Duet and Gratitude

DUET

Sometimes, when we came together, you scream
like you are being born. I sing like I am dying.

My skin in the morning cool, my feet on
the boards, finding my slippers. Pushing open
the gate of the kettle, for warmth. You are
in bed with a smile on your sleeping mouth.

You play Arab music, French music,
Madagascan music that I’ve never heard
I play UK rappers, minimal techno,
Alice Coltrane. Your hair is tied up with
colourful cloth as you move from the hips
through the flat. We cook for eachother.
We dedicate days to our lovemaking
Any less than a full day and you look at me, hurt.

I maintain a full wave at my neighbours
But worry about what they hear through the walls –
Aware of how often we wake the night
and call out for each other

GRATITUDE

I have seen us
Sat together in the evening

Not saying much.
Listening to the fire.

Or laid out on the camping mat,
Your fingertips pulling

At strands of my hair.
Or dancing

To flamenco in the living room.
Well – you dancing.

Me awe-struck, clutching
Your hips.

Your name like a bird
Trying to burst out of my throat

da Running upon the wires,/Un arpeggio tra le corde, Kae Tempest, Edizioni e/o a cura di Riccardo Duranti