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georg trakl


georg trakl 1907
“sul banco sedeva immobile come una statua, grave” (ricordo di franz grimm)

 

“la klage, il lamento, è per trakl la cifra della propria non-coincidenza con il tempo collettivo, nella misura in cui l’orizzonte del dislocamento nominale, dunque materiale, del poeta sembra filare sul limite esterno della storia, è pertanto la maniera del suo canto, il suo “torklen”-, parola che monta proprio là dove il poeta appare sopraffatto e inesorabilmente residuato-“

“la klage si configura quindi non come una manovra agita in vista dell’ottenimento di qualcosa, essa non prevede alcun placamento, è più che altro una querulopatia, un’alterazione che porta a chiedere incessantemente soddisfazione di tutte le ingiustizie subite.”

 

da Idea di biografia di Clio Pizzingrilli, ne Gli ammutoliti. lettere 1900-1914, Georg Trakl, Quodlibet

 


georg trakl 1912


grete trakl 1912

pubblicità prima delle proiezioni per i bambini

Guy Debord

Alla Cortese Attenzione dell’Ufficio Marketing dell’UCI Cinema:

comprendo che l’attenzione di un bambino è un ottimo induttore di consumi nel genitore, ma un po’ di buon senso e intelligenza nell’inevitabile marketing li possedete? vi concedo una lezione gratuita: quando un genitore porta il proprio figlio di tre anni a vedere barnyard-il cortile, non si aspetta di dover arginare nel proprio pargolo la paura suscitata dall’urlo di una donna che non viene salvata dal superman privato di redbull né di spiegare con largo anticipo che i bambini non si fanno tra un cambio e l’altro di jeans e neppure di spiegare o giustificare l’esistenza di un giovane hannibal lecter. perché non proponete le anteprime di film di animazione per bambini? oppure non consentite l’ingresso in sala solo dopo 20 minuti dall’inizio della proiezione, in modo da evitare l’inquietante battesimo di violenza e non senso? non porterò più mia figlia all’uci cinema e sconsiglierò qualsiasi genitore dal farlo. Michelle Müller

Buon giorno,

l’ingresso in tutti gli UCi Cinemas è consentito fino a 20 minuti circa dopo l’orario di inizio comunicato (anche in biglietteria noterà che è possibile acquistare i biglietti fino a 20 minuti circa dopo l’orario comunicato). Di conseguenza, con un bambino così piccolo può tranquillamente entrare in sala a inizio proiezione del film evitando di vedere tutta la pubblicità che lo precede.
Speriamo di riaverla tra i nostri fedeli spettatori,

cordiali saluti,

Dott.ssa Maria Chiara Nava
Brand & Communication Manager
UCI ITALIA S.p.a.
Via Melchiorre Gioia, 168
20125 Milano

Gentile et ovocitica Dott.ssa Nava,
io potrei oggi entrare in sala 20 minuti dopo l’inizio della proiezione, perché ho già una volta subito il vostro ‘battesimo’.
La sua risposta e il fatto che non sia visibile un cartello in cui si sconsiglia l’ingresso ai bambini in sala prima dei 20 minuti di gavettone pubblicitario, mi inducono a pensare che voi gestori del marchio e della comunicazione garantite agli sponsor l’effetto sorpresa per coloro che entrano in sala per la prima volta con i pargoli e la partecipazione degli automi spermatici ed ovocitici che non si sono neanche resi conto di cosa viene proposto ai loro figli.

Che risposta priva di vitalità la sua e che triste e cinico lavoro deve essere il suo, privo di produzione di senso e bellezza…

saluti,

Michelle Müller

Buon giorno,
La frase “il film inizia circa 20 minuti dopo l’orario indicato; i biglietti sono acquistabili fino a circa 20 minuti dopo l’orario indicato” è riportata sulla newsletter settimanale con i nuovi film in uscita, sul volantino cartaceo con la programmazione dei film distribuito nei cinema oltre che su altri vari mezzi di comunicazione.
La ringrazio per la sua email piena di senso e di bellezza.
Buona serata

Dott.ssa Maria Chiara Nava
Brand & Communication MAnager
UCI ITALIA S.p.a.


il suo titolo quindi non le consente di esprimere un pensiero personale?
lezione di semiotica: sconsigliare chiaramente l’ingresso prima dei 20 minuti proprio a causa della pubblicità è molto diverso dall’indicare la possibilità di entrare con 20 minuti di ritardo. Michelle Mülle

le statue


dea di ribes sappa

 

“…ci dice costui che a tarda ora di notte le statue presaghe hanno i brividi di vita nelle silenziose piazze ove non passa più anima; egli ne ha sorpresa più d’una ora a scuotere un braccio indormentito, ora a batter le palpebre e guardar furtiva all’ingiro; d’attorno alle fontane, poi, sicure come sono di non essere udite per il fragor dell’acqua, s’arrischiano fino a tenere lunghe cicalate fra loro, come in conciliaboli di congiura…”

da il finimondo, tratto da la città dell’anima di giorgio vigolo, archinto

 


le pettegole di sara barcaroli

la malattia mortale


woyzeck di werner herzog

ahimè, e poi quella miseria per cui tanti passano la vita così, privati dal pensiero più beato, quella miseria per cui la gente si occupa o, rivolgendosi alla massa degli uomini, li fa occupare di tutte le altre cose, li adopera per impiegare le loro forze nello spettacolo della vita, li fa radunare in massa, per ingannarli, invece di disperderli, affinché ogni singolo individuo possa ottenere il bene più alto.

da la malattia mortale, s.kierkegaard


martha di rainer werner fassbinder


bubble di steven soderberg


difesa/offesa

l’apparizione


maniera nera di annalisa prisco

 

quando al tuo sprezzo, assassina, la vita
lascerò, e ti crederai in libertà
da ogni mia urgenza, al tuo letto verrà
il mio fantasma e, vestale mentita,
tra braccia peggiori ti scoprirà.
la candela malata tremerà
e lui che ti avrà avuta, stanco ormai,
che tu abbia ancora voglia penserà
se, agitandoti, lo pizzicherai,
e in finto sonno a te si negherà.
tremante, misera, starai così
fantasma più di me, abbandonata,
e di sudore glaciale bagnata.
quello che ti dirò non dico qui,
ché può salvarti; finito il mio amore,
preferirei pentimento e dolore
che, alle mie minacce, altro pudore.

da canzoni e sonetti, john donne, trad.di patrizia valduga

il silenzio

I bambini corrono dentro e fuori di questo mondo, senza mai conoscere il pericolo; mentre i malati sentono quest’ultimo crescere lentamente intorno, tentando con violenza di farsi strada al posto dell’altro. Perciò essi hanno un tale orrore della solitudine…qualcosa per rompere il silenzio; e la gente sola, piuttosto che affrontare il silenzio, passeggia per la strada, sbadiglia agli spettacoli, beve.

dal Quaderno d’appunti di katherine mansfield, traduzione di elsa morante

cappuccetto rosso


fabio negrin, da in bocca al lupo, orecchio acerbo

 

illustrazioni meravigliose, quelle di fabio negrin, che ingiustamente sono costrette ad accompagnare un testo ridicolo.
per favore non toccate-truccate-rimaneggiate-stravolgete le fiabe!
il lupo lo vogliamo e ci serve cattivo, sappiamo benissimo che quel lupo lì è diverso dai lupi sui calendari del wwf!

  
cinema totale