All posts by milaaudaci

Dus(seldorf)k

Warm of the day fades from my skin
I feel the air clasping me tight
A moon of fire singes my skin
With rust red rim burns the eye

The cold of day filling my lungs
In this airless time numbing me blind
A moon of ice cuts into me
With fire light a flaming night

A murmuring blue soft to the touch
Suffocating me like tattered wings
Gossamer damp rests on my flesh
Like moist hands saying still be still

I’m empty inside
The dusk unwinds
Ice fills my lungs
I feel unknown unknown

A shimmering blue
It’s rough to the touch
And it smothers me with tattered wings

And now I’m empty inside
The dusk will unwind
Ice fills my lungs
I feel unknown

And now I’m empty inside
The dusk will unwind
Ice fills my lungs
I feel unknown unknown

I’m invisible I’m inaudible I’m replaceable I’m unknown I’m unknown

And I’m empty inside
The dusk unwinds
I feel I feel unknown

Dusk, Planet Funk

 

Le ciel est triste et beau, Genni, scultura in bronzo (1935)

“Povera umanità, la mia compassione è inesauribile”

Quando godiamo, ci troviamo in un buco che ci acceca. Separati dagli altri, ci aggrappiamo fisicamente a loro. Tenuti lontani dalla gloria e dal progresso, ci illudiamo di gloria e autocompiacimento. Non possediamo niente e niente abbiamo in atto: ci sembra di possedere l’intero universo attraverso un essere specifico. Ci immaginiamo aperti al mondo con il quale comunichiamo, mentre siamo confrontati a un oggetto corporeo che detiene un mondo chiuso. Ne usciamo sempre così poco immortali e indispensabili, e meno lucidi.

da Muscolature, Nathalie Gassel, ES, trad. di Monica Martignoni

pferdesport zentrum

“è dunque proprio vero tutto quel che non ha storia, né senso, né tregua, né misura? … Sì, tutto quello che non è chiaro, e che per me non è niente, e ha meno peso di quanto ne abbia, nelle mie mani nude di donna, una chiave d’Europa tinta di sangue…Ah! è dunque proprio vero tutto questo? … (e che cos’è ancora, qui sulla mia soglia,

“quell’uccello verde-bronzo, d’aspetto poco ortodosso, e che chiamano Starling?)

da II – Poema per la straniera in Esilio, Saint-John Perse, SE Studio Editoriale, trad. di Stefano Agosti

The grabbing hand (IT DE / DE IT)

(…)

Così, ogni carne va al cilicio del sale: il frutto di cenere delle nostre veglie, la rosa nana delle vostre sabbie, e la sposa notturna riaccompagnata a casa prima dell’aurora…
Ah! ogni cosa vana al vaglio della memoria; ah! ogni cosa insana ai pifferi dell’esilio: il puro nautilo delle acque libere, il puro impulso dei nostri sogni,
E i poemi della notte ripudiati prima dell’aurora,
l’ala fossile incastrata nei grandi vespri d’ambra gialla…
Ah! bruciamo, bruciamo, all’avvento delle sabbie,
tutti questi detriti di piuma, di unghia, di capigliature dipinte e di tele impure;
E quanto ai poemi nati ieri, ah! i poemi nati una sera al bivio della folgore, sono come cenere nel latte delle donne, infima traccia…
E componendo per me, con ogni cosa alata di cui non conoscere l’uso, un puro linguaggio senza scopo né corso,
Ecco che concepisco ancora un grande poema delèbile…

da Esilio (IV) , Saint-John Perse, SE Studio Editoriale, trad. di Stefano Agosti

In 5 years

L’armata

Una notte nel transito dei carri
ci desterà un odore di acciaio
parole guaste, tonfi di cavalli
sudore, amaro, vento di pennacchi.
Udremo scalpicciare i chiusi armigeri
sotto le voci rare
e un rullio di carriaggi dal largo
zittire i siti.
Così avverrà il passaggio dell’armata.
Nella piazza schiacciata
ci incontreremo all’alba ammutoliti.

da L’erba bianca, Giorgio Cesarano, Schwarz Editore