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Sottacqua

Ho sognato di trovarmi alla vecchia sede della libreria, che era tornata ad essere tale e gestita da persone che tutti – fuorché me – conoscevano. Mentre giravo per il locale, divenuto assai più grande, questo ha iniziato a riempirsi d’acqua ed io e i miei cari non riuscivamo a guadagnare l’uscita. Mi sono svegliata prima che l’acqua ci sommergesse.

La reale necessità di un luogo è stabilita dal numero e dal tipo di persone che vi si recano. Perfino Agafio non viene più.

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30 gennaio 1947

Devo assolutamente trovare un’altra sede: siamo stretti come sardine mentre gli affari sono in piena espansione. L’unico modo per avere uno spazio più grande senza svenarsi è comprare un bordello. La legge Marthe Richard qualche mese fa ha abolito la regolamentazione della prostituzione imponendo la chiusura delle case di tolleranza e ora sono tutte in vendita. E così me ne vado in giro per i casini della città alla ricerca di un affarone.

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9 febbraio 1947

Ogni appuntamento in banca: fiasco totale. E questo nonostante tutti i premi, la pubblicità, eccetera. La persona con cui ho parlato non capisce niente di libri e non mi aiuterà.

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12 aprile 1947

Ho appena venduto il mio ex bugigattolo a una signora di nome Maria Marquet. Ci farà un negozio di oggetti in opalina. le Editions Charlot si trasferiscono in un ex bordello al 18 della rue Grégoire-de-Tours, famoso per aver annoverato tra i suoi clienti il poeta Apollinaire. Abbiamo comprato l’intera palazzina a un prezzo vantaggioso (sarà forse perché dentro ci hanno assassinato il proprietario?). Un bordello. Un poeta. Un assassinio. Se non risaliamo la china così!

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12 agosto 1948

Gli azionisti della casa editrice, che poi altri non sono che i miei amici, hanno deliberato: mi vogliono fuori dalla società per tenermi dentro come consulente letterario. Charles Poncet e io dobbiamo farci da parte. Da un’impresa che porta il mio nome. Charlot senza Charlot. Assurdo. Siamo in rosso di 22 milioni. Ho la nausea al solo pensiero. Amrouche si occuperà della liquidazione, una parte del personale verrà licenziata, sarà un duro colpo. Sono costretto a vendere tutte le mie cose (che non sono poi molte) per pagare i debiti. Ho cercato di tirare su il morale a Dominique Aury e Madeleine Hidalgo, che sembrano molto sconfortate.

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2 settembre 1948

La direzione è ormai nelle mani di Amrouche e Autraud. Il clan Charlot, come lo chiama Jules Roy, si è sfaldato. Quasi tutti i miei autori passano a Gallimard, Seuil e Julliard.

Me ne torno ad Algeri, solo e con i miei sogni di letteratura e di amicizia mediterranea.

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1 dicembre 1949

Il tribunale di Parigi ha decretato il fallimento delle Editions Charlot. Crudele avventura parigina. Fine di un’amicizia collettiva.

Un capitolo della mia vita si è brutalmente concluso.

da La libreria della rue Charras, di Kaouther Adimi, L’Orma Editore, trad. di Francesca Bononi

Na so I see am o! *

Il pidgin english, mi dice Mike, non è solo la lingua che rende possibile la comunicazione tra due comunità diverse nel medesimo luogo (per esempio tra i coloni inglesi e gli autoctoni nigeriani) e per necessità commerciali, ma è anche quella che consente agli autoctoni di confondere la lingua superstrato e quindi coloro che dominano, per mezzo di introduzioni di frasi no-sense nel discorso. Per questo, mi dice Mike, il pidgin english è una lingua lungimirante che antevede e, anzi, pone le basi per la rivoluzione.

*: That’s the way it is!

Mottetto per un veliero

Il rosa, il viola che macchiò le mani,
maglia di un tempo a riga di divani,
di piglio nella luce e nel libeccio
improvvisano il verde, il peschereccio
flagrante di memoria e d’avventura.
Mai visti quei colori per natura,
davvero? Ma lo chieda al marinaio
com’è forte l’azzurro di gennaio.

da Rime di viaggio per la terra dipinta, Alfonso Gatto, Mondadori (1969)

L’acqua che ti fece

Sei alta, pianta mia, di foglie ricca:
filtri la migliore luce, quella uscita
dalla vite, lungo il sampietrino,
scansando il pampino, con sguardo che ammicca.

Quando malferma piego la grande
bottiglia, formando piccoli gorghi
di poltiglia, mi piace guardare
mentre bevi. Davvero, mi piace.

Perché non parli? L’acqua che ti fece
barbara e verde e rossa, in autunno,
son io che la versai.

Contemplazioni e zzz, Carmela Moscatiello

Quante cose grandi, insensate e confuse…

Oh, quante cose grandi, insensate e confuse, come un minuto contraddice l’altro! Sono un valoroso frivolo o un vigliacco che si vanta? Ah, se potessi sapere con certezza a chi appartenga la ragione e la vittoria! Avessi davvero un ordine del mondo, una legge sicura che mi facessero da paragone! (…)

le parole di Francesco in Menzogna e sortilegio, Elsa Morante, Mondadori, Oscar Settimanali, pp. 465-466 del II volume

La dedica

Niente rende irrequieti più del restare soli con uno dei due capi del dialogo. Ti senti continuamente parlare con lei!
Una volta ho letto dell’abitudine degli indiani Mohavi di continuare a parlare anche quando il partner si è congedato da un pezzo e è andato via. Lo stesso succede a me. L’indiano ed io non badiamo alle normali distanze; crediamo che le nostre parole raggiungano ancora il partner, anche quando non lo si vede più.

Non ho mai trovato maggior libertà e sicurezza di linguaggio che nel dialogo condotto sotto l’influenza del desiderio fisico. Desiderio e memoria si eccitano a vicenda, l’una si esaltava protetta dall’altro. Non si trattava di niente di particolare, ci si confidava, ecco tutto. La privazione del dialogo ha lo stesso effetto di quella di una droga. Gli organi che una volta venivano stimolati si ammalano, l’intelligenza, il piacere e la gioia di muoversi, la voce.

da La dedica, Botho Strauss, Guanda, trad. di Vittoria Ruberl

III

Io ero tu dicevi, ed imperfetto
sentenziava il didàscalo severo,
ché quello che tu eri era leggero
come una casa cui non copra ’l tetto.

Sarò farò insistevi pargoletto,
ma potrà mai il futuro farsi vero
se un atomo soltanto, un punto mero
diversi son dall’esito concetto?

Passati invece siamo di diritto,
passanti un giorno e trapassati poi
senza tensione, senza più tragitto;

frammenti di memoria, noi e voi,
precipiti nel nulla a capofitto
perché il passato è tutto, e siamo suoi.

 

da Ghirlanda, sette sonetti di Michele Mari, pubblicati nell’antologia Chi ha tempo. Storie di giorni che corrono, a cura di Alessandra Urbani, Marcos Y Marcos, 2016

Gente incontrata

Esseri umani ho incontrato che,
quando si chiedeva loro il nome,
timidamente – come se non potessero pretendere
di possedere anche soltanto un modo di chiamarsi –
“signorina Christian” rispondevano e poi:
“come il nome”, e ti volevano
agevolare la comprensione,
nessun nome difficile come “Popiol” o
“Babendererde” –
“come il nome” – prego, non incomodi
la sua facoltà mnemonica!
Esseri umani ho incontrato che
coi genitori e quattro fratelli in una stanza
crebbero, di notte, con le dita nelle orecchie,
studiavano al focolare,
si fecero strada, di fuori belle e ladylike come contesse –
di dentro miti e operose come Nausicaa,
avevano la fronte pura degli angeli.

Mi sono spesso domandato e non ho trovato risposta,
da dove venga la dolcezza e il bene,
nemmeno oggi lo so e ora devo andare.

da Aprèslude, Gottfried Benn, Einaudi, trad. di Ferruccio Masini

Pensare Migrante 3

4/5/6 MAGGIO CITTÀ DEL’ALTRA ECONOMIA –

(LARGO DINO FRISULLO – TESTACCIO)
ENTRATA LIBERA A SOTTOSCRIZIONE
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04/05 VENERDÌ

Pomeriggio

>15:00-16:30

“Soccorso in mare, #OpenArms e diritto internazionale – Le politiche di esternalizzazione del diritto di asilo e il rapporto con i processi di delegittimazione delle ONG che operano i soccorsi nel mediterraneo”

– Salvatore Fachile (Associazione Studi Giuridici Immigrazione)

“Le frontiere all’epoca delle esternalizzazioni. Il caso di Lampedusa”

– Emanuele Petrella (#IndieWatch)

– Modera Angela Caponnetto (Rai News)

>16:45-18:15

Presentazione del Rapporto “Gravi violazioni dei diritti umani dei migranti in Libia” #MEDU – Medici per i Diritti Umani

– Modera Annalisa Camilli (Internazionale)

>18:30-20:00

Presentazione del Rapporto “Fuori Campo 2” Medici Senza Frontiere #MSF

– Moderano Eleonora Camilli e Giacomo Zandonini

Dalle 20:00

Musica dal vivo con:

#PiccolaOrchestradiTorPignattara

#SMILE

#Tuki

#Hi-Shine

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05/05 SABATO
Mattina

>12:30-14:00

-Processo ai media-

-Alessandro Gilioli (L’Espresso)

Presentazione della graphic novel “Il sogno a colori” di #MauroBiani

(Il Manifesto, L’Espresso)

Pomeriggio

>14:30-16:00

-Donne in Movimento- Donne migranti, doppia discriminazione – Infibulazione: tra pratica e dissenso. – Tratta e sfruttamento sessuale: il caso delle donne nigeriane.

Intervengono:

#AssociazioneDifferenzaDonna#DonnediBeninCity#LaminS.

(Attivista gambiano contro l’infibulazione)

– Modera Claudia Torrisi (#OpenMigration)

>16:00-17:30

#MigrantiLGBTI– Omosessualità e intersessualità: tra stigma, persecuzioni e ricerca di tutele in Italia e Europa.

Migrabo LGBTI, Coalizione Italiana Libertà e Diritti civili, Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli

– Modera Claudia Torrisi (Open Migration)

>18:00- 20:30 – Presentazione del libro “Hevalen. Perché sono andato a combattere l’Isis in Siria” di #DavideGrasso

– Modera Chiara Cruciati (Il Manifesto)

>20:30- 21:00 Presentazione e proiezione del documentario “New city map” di Giorgia Dal Bianco

Dalle 21:00

Musica dal vivo con:

#AgusCollective

#UnioneSuonatoriBase

#LucioLeoni

#DjSetPOLG + #BobCorsi

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06/05 DOMENICA
Mattina

>10:30 – 12:00

-Criminalizzare la Solidarietà-

Intervengono:

– Anabel Montes Mier (#ProactivaOpenArms)

– Francesco Martone (In difesa di)

– Gennaro Giudetti (#SeaWatch)

Modera:

– Andrea Palladino

Presentazione dell’iniziativa #WelcomingEurope – Per un’Europa che accoglie”

-Sara Prestianni (#Arci)

>12:15 – 14:00

Presentazione del libro “Materie Prime” sulla tratta dei baby calciatori di Stefano Sacchi – Intervengono: Hopeball, Atletico San Lorenzo, Liberi Nantes, Atletico Diritti

– Modera Valeria Biotti (Centro Suono Sport)

Pomeriggio

>Dalle 14:00 Pranzo Sociale a sostegno dei progetti di falegnameria e sartoria K_Alma e Kora, portati avanti dai richiedenti asilo del Villaggio Globale.

– Torneo di biliardino

CONCERTO DI CHIUSURA CON AFRICA RITMO

Festa romana per Michele Mari

Sabato 5 maggio dalle 17.30 alle 20.00

FESTA ROMANA PER MICHELE MARI

c/o Apollo Undici, Via Bixio 80/A – Roma

(xilografia di R.L. Stevenson)