La pigrizia

Il lavoro non era più una punizione, ma era diventata l’unica attività. La pigrizia venne eliminata e dimenticata, e con lei le sue storie, le sue benedizioni, il suo splendore, i suoi versi e canti. I suoi luoghi, i letti e i tavoli della pigrizia, c’erano ancora, trasformati in officine, catene di montaggio, amministrazioni. Gli umani avevano fatto del mondo un posto di lavoro. Il lavoro conquistava lo spazio, la pigrizia si sdraiava nel tempo e prendeva se stessa come amante. La pigrizia poteva far male, ma non conosceva la paura. Rendeva uguali i fenomeni, livellava le differenze. Vicino e lontano erano riuniti, il pigro non vedeva un motivo per paragonare il presente con il futuro. Volere una cosa e rifiutare l’altra, preferire una cosa all’altra non gli passava per la mente. La pigrizia poteva giudicare, ma non combatteva, e chi non combatteva non aveva il diritto di vivere.

p.128, Koala, Lukas Bärfuss, L’Orma Editore, 2023, trad.di Margherita Carbonaro

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