Scende da cavallo

Scende da cavallo, le offre la coppa
Dell’addio. Le chiede dove va
E perché deve. Io leggo questa poesia di un altro,
La riscrivo, la trasformo. ” Amico mio,

La felicità mi ha sorriso poco su questa terra.
Dove vado? Io cerco in queste montagne
Il silenzio, la pace del cuore. E’ la mia patria,
Non errerò mai più lontano da essa.

Il mio cuore? Va verso la sua ora?
Ma guarda, questa terra che amiamo è rifiorita,
E’ primavera, è nuovamente come nuova,

Le cime ovunque ridiventano blu.
Ti dirò addio? No, che per sempre,
Per sempre scrosci l’acqua, rifiorisca l’erba!”

da L’ora presente, Yves Bonnefoy, Mondadori, Lo Specchio, 2013 Trad.di Fabio Scotto

***

Il descend de cheval

 

Il descend de cheval, il lui offre la coupe
De l’adieu. Il lui demamnde où elle va
Et porquoi il le faut. Je lis ce poème d’un autre
Je le réécris, le transforme. “Mon ami,

Le bonheur ne m’a guère souri su cette terre.
Où vais-je? Je cherche dans ces montagnes
Le silence, la paix du coeur. C’est ma patrie,
Je n’errerai plus jamais loin d’elle.

Mon coeur? Va-t-il paisible vers son heure?
Mais vois, cette terre que nous aimons a refleuri,
C’est le printemps, elle est à nouveau comme neuve,

Les cimes de partout redeviennent bleues.
Vais-je te dire adieu? Non, qu’à jamais,
à jamais bruisse l’eau, refleurisse l’herbe!”

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