l’insignificanza della condizione umana

(…) Ma la coscienza acuta e indistruttibile che ogni uomo ha della propria individualità, della propria originalità, che è condannato ad affermare a discapito di quella degli altri, ci separa dal resto; se “il naturale” non è completamente inaccessibile, sarà per il tramite delle arti e delle tecniche che a volte, realizzando i loro scopi essenzialmente umani, stabiliscono ancora una comunicazione oltre le barriere individuali. La musica popolare, soprattutto quella delle mie parti, è un esempio di tale risultato: non perché vi si esprima un’ipotetica anima collettiva, ma perché accosta intimamente il nero sconforto alla gioia più cristallina, restituendoci così l’insignificanza originaria della condizione umana.

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