(…) senza la guerra io sarei rimasto un intellettuale con interessi prevalentemente letterari (…): c’era in me un fondo troppo forte di gusti individuali, d’indifferenza e di spirito critico per sacrificare tutto questo a una fede collettiva. Soltanto la guerra ha risolto la situazione, travolgendo ostacoli, sgombrando il terreno da molti comodi ripari e mettendomi brutalmente a contatto con un mondo inconciliabile.

Doppio diario (1936-1943), Giaime Pintor, Einaudi, 1978, a cura di M. Serri

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