Nel ripercorrere i mesi di quella che non è più la ragazza di S ma di Ernemont, mi sono assunta la responsabilità dello storico di fronte a un personaggio del passato, con il rischio di incagliarmi nel groviglio di fattori che influenzavano in ogni istante il suo comportamento, obbligata a fare i conti con l’ordine cronologico di questi fattori – e di conseguenza con l’ordine del mio racconto. In fondo ci sono solo due tipi di letteratura, quella che rappresenta e quella che cerca, e l’una non vale più dell’altra se non per colui che sceglie di dedicarsi all’una piuttosto che all’altra.

da Memorie di ragazza, Annie Ernaux, L’Orma Editore, trad. di Lorenzo Flabbi

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