Appunti per Capsula Petri n.20


(…) il territorio della mistica. Non la religione istituita. Ma la mistica come regione irriducibile, inassimilabile, refrattaria alla religione stessa. Apex mentis. Mistica che è nello stesso tempo rapporto percettivo, percezione possibile ad alcuni, se non comune a tutti (…) .

Le cose che vengono da un’ altra parte: come un accento improvviso che muta, che sposta l’intera figura.

(…)

Qui, sulla spiaggia, mi succede qualcosa di insolito. Improvvisamente, vedo l’affinità tra ciò che mi è affiorato in un lampo, semplice trovata, pensiero sintetico venuto da un’altra parte, e il processo dell’invenzione – scientifica o non scientifica. Perlomeno in alcuni casi.
E’ l’improvvisa comparsa di un materiale organizzato, coerente, a partire da frammenti; a partire, spesso, dalla disperazione di riuscire in un compito consapevole.
Dunque non importa l’àmbito della scoperta – scientifica, artistica, d’altro tipo; né la sua ampiezza. Importa quel movimento chiaro, netto – sempre lo stesso?-, che mette a posto, ordina, dà forma, e insieme inonda di gioia e certezza.

(…)

Come scrivere tutto questo? Vento sulla fronte, rombo del mare, luce, torpore, pensiero dell’accettazione, gioia, gioia con senso di gratitudine, verso chi?

(…)

Necessario silenzio assoluto, solitudine. Come in una camera anecoica, dove si avverte solo il proprio respirare, pulsare.

(…)

Non meditazione né raccoglimento. Accoglimento.

(…)

Un tempo senza centro, vibrante.
Accogliere chi? Un ospite – interno.

da La mente estatica, Elvio Fachinelli, Adelphi

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