abc – bac – cba – acb – bca – cab di tristan corbière

Rondello

È tardi, bimbo, ladro di scintille!
E non ci sono né giorni né notti;
dormi…in attesa che vengano quelle
che dissero: Mai! che dissero: Sempre!

Senti i loro passi? Non sono gravi:
ah, piedi leggeri! -l’Amore ha le ali…

È tardi, bimbo, ladro di scintille!

Odi le loro voci…? Le tombe sono sorde.
Dormi: pesano poco i semprevivi:
gli orsi tuoi amici non verranno
a gettare la selce sulle tue damigelle:
è tardi, bimbo, ladro di scintille!

.-.-.

Ore

Elemosina al malandrino in caccia!
Occhio cattivo contro occhio assassino!
Dal ferro il ferro dello spadaccino!
– L’anima mia non è in stato di grazia!-
Io sono il pazzerello d Pamplona
che ha paura del riso della Luna
bigotta, con quel crespo così nero…
Sotto uno spegnitoio – orrore!- è tutto?

Sento come un limio di raganella…
Dal fondo delle notti è la malora
che mi chiama con un tocco, due tocchi.

Ho contato più di quattordici ore…
Ogni ora è una lacrima. – Tu piangi,
mio cuore…Canta – e non contare più!

.-.-.

Bastardo d’una Creola e d’un Bretone
venne anche là – formicario,
bazar dove niente è di pietra,
dove il sole non ha alcun vigore.

– Coraggio, ci si accoda…” Un piantone
vi spinge alla catena: indietro!
…Incendio spento, senza bagliore;
passano secchi, ora vuoti ora pieni.

Là, la sua povera Musa pulzella
batteva il marciapiede come quella
a cui chiedevano: Che cosa vende?

– Nulla. – Restava lì, rincretinita,
non udendo suonare il vuoto
mentre guardava passare solo il vento…

.-.-.

È la bohème, ragazzo: rinnega
la tua landa e il tuo campanile traforato,
le montagnole della tua colonia
e le danze primitive al rullo di tamburo.

Canzone sciupata e ormai finita
la tua giovinezza…Va bene per un giorno!
Ecco, questo è sempre nuovo: calunnia
i tuoi poveri amori…e l’amore.

Evoè, la tua coppa è colma!
Versa il vino e conserva la feccia…
Così…Nessuno ha visto il gesto

E che un giorno il candido signore
dica di te: – Ah, splendido! Infetto!
…O non dica nulla. È più breve.

traduzione a cura di Pasquale Di Palmo per il n.71 nell’Anno VII di Marzo 1994 della rivista Poesia, Crocetti Editore

 

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