sulla scrittura (4)

A volte credo che potrei scrivere, descrivere, ma poi divento così stanca, improvvisamente, e penso: perché tutte quelle parole? Vorrei che ogni singola parola che mi trovo a scrivere fosse una nascita, davvero una nascita, che nessuna parola fosse artificiale; vorrei che ogni parola fosse essenziale, altrimenti non ha proprio alcun senso. Ed è per questa ragione che non potrò mai vivere della “scrittura” e invece dovrò sempre avere un altro lavoro parallelo per guadagnarmi la giornata. Ogni parola deve nascere da una necessità interiore: scrivere non può essere altro.

di sera, alle undici di mercoledì 22 aprile 1942, dal Diario (1941-1943) di Etty Hillesum, Adelphi, edizione integrale a cura di Jan G. Gaarlandt

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