Bouquet di rose alla luce del sole

Dillo che è un crudo effetto, neri rossi,
Rosa gialli, arancioni bianchi, già troppo come sono
Per essere qualcos’altro nella luce assolata della stanza.

Troppo come sono perché vengano tramutate in metafora,
Troppo concrete, cose che nel loro essere reale
Rendono ogni immaginazione inferiore alla cosa che sono.

Eppure questo effetto è conseguenza del nostro
Modo di sentire e, per questo, non è reale, se non
Nel senso che ne abbiamo, il nostro senso del più fertile rosso,

Del giallo come primo colore e del bianco,
In cui il senso giace immobile, come giace un uomo,
Enorme, nel compimento della sua verità.

Il nostro senso di queste cose cambia ed esse cambiano,
Non come in metafora, ma nel nostro senso
Di esse. Così il senso supera l’intera metafora.

Supera i grevi cambiamenti della luce.
È come un getto di significati senza discorso
E come tanti significati quanti quelli di un uomo.

Noi siamo due che usano queste rose così come siamo,
Guardandole. Questo è ciò che le fa sembrare
Così lontane oltre il tocco del retore.

Wallace Stevens tradotto da Vittorio Lingiardi per la rivista Poesia Anno IV, Gennaio 1991

 

Benedizione al neonato libro

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>