Una vita tranquilla e normale

 

Il suo posto, mentre sedeva e pensava, non era

In niente che avesse costruito, tanto fragile,

Tanto poco illuminato, tanto adombrato e nullo,

 

Come ad esempio un mondo di cui, pari alla neve,

Divenisse abitante, obbediente a

Generosi principi stabiliti dal freddo.

 

Era qui. Era questo il luogo e la stagione

Dell’anno. Qui nella sua casa e nella sua stanza,

Sulla sua sedia, il più tranquillo pensiero culminava

 

E il cuore più vecchio e più caldo era tagliato

Da generosi principi stabiliti dalla notte:

Tardi e insieme solo, sopra gli accordi dei grilli,

 

Balbettante ciascuno l’unicità del suo suono.

Non vi era furia nelle forme trascendenti.

Ma la sua presente candela spendeva di artificio.

 

da Il mondo come meditazione, Wallace Stevens, Guanda, trad. di Massimo Bacigalupo

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