ben mi sta

Un signore entra in libreria dopo, a detta sua, molti anni e il ricordo di un’interessante conversazione. Il signore è lievemente ubriaco e ha il vasto occhio nero di chi ha fumato; si complimenta con il mio stato di conservazione, manifesta la sua gioia di vedere la libreria ancora in vita con ripetuti baci di mano e abbracci (sono tentata di fargli sapere che i meriti di tale vitalità non sono certo miei, ma scelgo di proteggere da quell’umido entusiasmo l’amico che già fa troppo per me). Si congeda promettendomi un suo ritorno con un bacio che riesco in parte ad evitare abbassando la mascella quasi a fargli male e lui si giustifica dicendo “a me piace il collo”. Se gli avessi risposto con male parole o con violenza, sarei stata costretta ad averci a che fare: preferisco uno stolido sguardo e il silenzio. Se ne va. Ben mi sta, perché sono sempre Nathanael.

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