come un bel fiore

(…) nel bel mezzo di quei momenti orribili in cui tutti i beni terreni degli uomini perivano e la natura intera minacciava di sprofondare, lo spirito umano sembrava sbocciare come un bel fiore. Sui campi, fin dove giungeva l’occhio, si vedevano persone di ogni ceto confuse insieme, principi e mendicanti, matrone e contadine, funzionari e braccianti, frati e monache compiangersi a vicenda, porgersi reciprocamente aiuto, dividere con gioia quanto avevano salvato per mantenersi in vita, come se la generale sventura avesse fatto di tutti coloro che ne erano scampati una sola famiglia.

da Il terremoto del Cile in Tutti i racconti, Heinrich von Keist, Mondadori, trad.di Marina Bistolfi

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