della continuità

(…)

La frustrazione maggiore, per l’ignaro fantasma, è non riuscire più a spostare gli oggetti come in antico soleva: ma poiché la frustrazione era sempre stata una delle sue predominanti passioni, questo particolare smacco non viene valutato come meriterebbe. Si conoscono casi in cui la frustrazione, trasferita alla casa, produce quei cigolii e quegli scricchiolii, quegli inspiegabili rumori di passi, quegli sbattimenti di porte che tanta fortuna hanno avuto ed hanno presso il semplice e credulo popolino: quando nessuna occulta regia vi presiede, nessun terroristico fine, sì solo il patetico conato del corpo domestico di riscuotersi da quell’avvilente impotenza.

Da Fantasmagonia in Fantasmagonia, Michele Mari, Einaudi

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