il “Sì” leggero, innocente, della lettura

La lettura è più positiva della creazione, più creatrice, sebbene non produca niente. Essa partecipa della decisione, ne ha la leggerezza, l’irresponsabilità e l’innocenza. Essa  non fa niente, e tutto è compiuto. A Kafka l’angoscia, i racconti incompiuti, il tormento di una vita perduta, di una missione tradita, ogni giorno trasformato in esilio, ogni notte esiliata dal sonno e, per finire, la certezza che “La Metamorfosi” è illeggibile, radicalmente fallita”. Ma al lettore di Kafka l’angoscia che diventa scioltezza felice, il tormento della colpa che si muta in innocenza e, per ogni brano del testo, il rapimento della pienezza, la certezza del compimento, la rivelazione dell’opera unica, inevitabile, imprevedibile. Tale è l’essenza della lettura, del Sì leggero che, ben più della cupa lotta del creatore con il caos in cui cerca di sparire per rendersene padrone, evoca la parte divina della creazione.

da Lo spazio letterario, Maurice Blanchot, Einaudi, trad. G.Fofi

 

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