appunti per Mi chiamo M.M. n.3

C’è forse bisogno di sottolineare che ci troviamo a cento leghe lontani dal cinema diretto, questa “torta alla crema” dei documentaristi oppressi? Siamo al contrario in pieno cinema indiretto, direi piuttosto circostanziale: un cocktail di tempi, di luoghi, di cause, di maniere, di scopi, di strumenti, di mezzi.

Claude Beylie a proposito de La solitude du chanteur de fond di Chris Marker,  in “Ecran”, n.33, 1975

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