appunti per Mi chiamo M.M. n.1

Attraverso il cinegramma la fotografia si anima grazie a un montaggio che suggerisce il movimento, che la fotografia aveva gelato. Tuttavia non siamo ancora nel dominio del cinema, dal momento che l’impressione di staticità della foto persiste nonostante il dinamismo del filmico. La scommessa di Marker (con La jetée) sarebbe dunque stata quella di dimostrare la possibilità di fusione tra i due media, portando avanti un discorso formale inerente più al mezzo che al contenuto. Anche l’unico fotogramma in movimento (quello del battito di ciglia della donna) scaturisce da una serie sempre più in grado di distinguere se il movimento vi è stato davvero o se è stata solo un’impressione prodotta dal montaggio. Del resto il cinegramma si presenta anche come il modo più idoneo per mettere in immagini una storia sul tempo: esso condensa il valore del passato (è passato) con il dinamismo del presente (sta passando), fornendo attraverso il montaggio un valore attualizzante a ciò che sembra per sempre imbalsamato in una fotografia.

da Chris Marker o del film-saggio, Ivelise Perniola, Lindau

Cinegramma, termine ideato da Philippe Dubois per il film Si j’avais quatre dromadaires di Chris Marker

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