Novo Mesto, 23 aprile 1943

 Luca Cambiaso Tritone e Nereide

è di nuovo il problema delle donne che mi turba. Mi piacciono terribilmente e mi lanciano in quelle corse pazze in cui tutto il mio essere si tende come un gatto nel salto e godo della mia tensione e della loro.
Ma intanto le vedo accoccolate in una posizione raccolta e composta che mi fa venire voglia di scomporle, di spezzarle come fossero di cristallo; le vedo librate nella luce e tendo le mani per coglierle, per impossessarmene. Mi passano davanti incielate e naturali come la brezza che soffia nei loro capelli. Che cosa mi possono dare? L’ansia di un momento, il fremito dei sensi, come l’acqua mi modella aderente, come il vento che mi solletica le nari e mi accarezza la pelle. Ed una Jolanda qualsiasi rende bella una giornata con la sua sola presenza. Gentile, bella, intelligente. Non credo. Donna, donna, e vorrei quasi dire femmina se femminile è il principio che accetta e subisce l’azione, se femminile è quell’essere vago e consistente, che trova la sua gioia nell’essere modellato, fatto, formato. Non c’è violenza in tutto questo, ma solo legge eterna. E la loro perplessità, il pudore od altro, servono solo a rendere più faticata e più cara la fatica dell’operatore, affinché questo la compia nella sua interezza.

da La traccia sul mare. Diario e lettere(1936-1943), Falco Marin, Einadi

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