ogni scarrafona è bella a papà suo…

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Quale oscuro vapore si vede uscir dalle nubi,
quando per la calura si leva bufera orrenda,
tale Ares di bronzo a Diomede Tidide
parve, al cielo vasto con le nubi salendo.
Raggiunse velocemente la sede dei numi, l’Olimpo scosceso,
e sedette vicino a Zeus Cronide, col cuore angosciato,
mostrando il sangue immortale che dalla ferita colava;
e disse lamentoso parole fuggenti:
“Padre Zeus, non t’adiri a veder fatti così atroci?
di continuo noi numi subiamo mali orrendi,
gli uni a causa degli altri, per compiacere i mortali.
Ma tutti l’abbiamo con te, perché hai generato una pazza
funesta, che medita sempre empietà.
Perché tutti gli altri, quanti son numi in Olimpo,
ubbidiscono a te, ti teme ognuno di noi;
ma questa non biasimi mai, né a parole né a cenni;
lasci che faccia, perché l’hai generata tu solo tal figlia funesta (…)”

Iliade, Libro V, vv. 864-881, Omero, Einaudi, versione di Rosa Calzecchi Onesti

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